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	<title>Dott.ssa Rossella Chiusolo - Psicologa, Aprilia, Albano &#187; amore</title>
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	<description>Psicologa Aprilia Albano</description>
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		<title>Tu ed Io: come comunicare?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 12:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Articolo tratto dalla mia intervista su RadioLuna 94.00 &#8220;In principio tu ti sederai un pò lontano da me. Io ti guarderò con la coda dell&#8217;occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi&#8221;. Dal dialogo tra la volpe e il piccolo principe, dal libro &#8220;Il piccolo principe&#8221;di Antoine De Saint-Exupery &#160; Comunicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Articolo tratto dalla mia <strong>intervista</strong> su <strong>RadioLuna</strong> 94.00</p>
<p><em>&#8220;In principio tu ti sederai un pò lontano da me. Io ti guarderò con la coda dell&#8217;occhio e tu non dirai nulla.</em></p>
<p><em> Le parole sono una fonte di malintesi&#8221;.</em></p>
<p>Dal dialogo tra la volpe e il piccolo principe, dal libro &#8220;Il piccolo principe&#8221;di Antoine De Saint-Exupery</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Comunicare</strong> è un&#8217;arte. Come tale ci sono strategie che si possono apprendere. La capacità di parlare in modo chiaro ed efficace viene richiesta in ogni campo del quotidiano. Tale abilità ci permette di tessere <strong>relazioni</strong> soddisfacenti nel lavoro, nell&#8217;amicizia e nella <strong>coppia</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>assertività </strong>è appunto la capacità di esprimersi in modo chiaro ed efficace tenendo conto dei propri valori ma anche della persona che abbiamo di fronte. L&#8217;assertività è dunque legata ad una buona <strong>stima</strong> di sè e alla capacità di ascolto. All&#8217;interno della <strong>coppia </strong>si dà per scontato che l&#8217;altro ci conosca così bene da non aver bisogno di un confronto o di esplicitare ciò di cui necessitiamo. Niente di più sbagliato!</p>
<p>Teniamo sempre presente che la persona che abbiamo di fronte è altro da noi. Ha esperienze diverse, un bagaglio culturale altro, una famiglia differente e, quindi, anche se ci ama, non è detto che intuisca ciò che ci aspettiamo. Così si innesca il circolo vizioso della frustrazione dove in genere la donna colpevolizza l&#8217;uomo delle sue mancanze e lui si ritira nella &#8220;caverna&#8221;dell&#8217;indifferenza e della critica. Come scrive il terapeuta John Gray, nel libro &#8220;Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere&#8221;, uomini e donne hanno modi diversi di <strong>comunicare, </strong>percepire, sentire e dialogare. Accettare questa differenza di base vuol dire rilassarsi e non vedere l&#8217;altro come nemico bensì come un alleato con aspetti differenti da noi.</p>
<p>Ci sono dei punti cardine nella <strong>comunicazione efficace </strong>che possono aiutarci ad avvicinare l&#8217;altro:</p>
<p>-Evitare di mettere etichette e di generalizzare con frasi del tipo &#8220;Sei sempre il solito!&#8221;;</p>
<p>- Descrivere ciò che si vede partendo dal <strong>qui ed ora;</strong></p>
<p>-Partire da ciò che si sente e dai propri sentimenti;</p>
<p>-Fare <strong>richieste chiare</strong> senza dare nulla per scontato;</p>
<p>-Imparare a dire di <strong>no;</strong></p>
<p>-Fare apprezzamenti;</p>
<p>-Avere un atteggiamento <strong>costruttivo;</strong></p>
<p>-<strong>Accettare</strong> l&#8217;altro per ciò che è.</p>
<p>Se è vero che le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte è anche vero che ci si può incontrare su un terreno fertile chiamato <strong>Amore </strong>con l&#8217;aiuto di un codice comune che altro non è che la tecnica della comunicazione efficace e l&#8217;<strong>ascolto</strong> autentico.</p>
<p>A volte in <strong>terapia</strong> arrivano <strong>coppie</strong> piene di amore ma anche di astio e frustrazione per via di incomprensioni, vecchi rancori e non detti. Saper parlare con il proprio compagno/a è uno strumento essenziale nella vita di coppia, apre i cuori e permette di incontrare l&#8217;altro.</p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
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		<title>Cosa vuol dire amare?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 14:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Coelho]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Che cos&#8217;è l&#8217;amore? Cosa vuol dire amare? Questi sono interrogativi su cui ci si confronta da sempre e su cui mi sono spesso soffermata anche io. Il libro di Paulo Coelho, &#8220;Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto&#8221; risponde a queste domande usando una forma di scrittura immediata ed emozionante. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Che cos&#8217;è l&#8217;<strong>amore</strong>? Cosa vuol dire <strong>amare</strong>?</p>
<p>Questi sono interrogativi su cui ci si confronta da sempre e su cui mi sono spesso soffermata anche io. Il libro di Paulo Coelho, &#8220;Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto&#8221; risponde a queste domande usando una forma di scrittura immediata ed emozionante.</p>
<p>Il libro narra della storia di due amanti che nel loro percorso verso l&#8217;altro incontrano paure, ostacoli ma mai smettono di seguire la voce del proprio <strong>cuore</strong> perché &#8221; l&#8217;amore si scopre soltanto amando&#8221;.</p>
<p>Pilar, una giovane studentessa, vive una vita come tante altre fino a quando non riceve una lettera con un invito da un amore d&#8217;infanzia. Dall&#8217;incontro con  l&#8217;amato la sua esistenza cambia completamente: ritorna a vivere, ad essere protagonista delle sue scelte, ad ascoltare il suo cuore senza bloccarsi e a mettere a tacere le antiche paure che la paralizzavano. Scoprirà così il vero amore e il significato profondo dell&#8217;amare.</p>
<p>L&#8217;autore ci dice che &#8220;<strong>l&#8217;amore è sempre nuovo</strong>. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti ad una situazione che non conosciamo. L&#8217;amore può condurci all&#8217;inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. E&#8217; necessario accettarlo perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo moriremo di fame pur vedendo i rami dell&#8217;albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli&#8230;Nel momento in cui partiamo in cerca dell&#8217;amore, anche l&#8217;amore muove per venirci incontro. E ci salva.&#8221;</p>
<p>Dietro suggerimento di una saggia signora, Pilar scriverà il racconto della sua storia d&#8217;amore sulla sponda del fiume Piedra. La leggenda narra che il fiume è talmente freddo che tutto ciò che ci cade dentro si trasforma in pietra.</p>
<p>Consiglio la lettura di questo libro a chi è alla ricerca del senso profondo dell&#8217;amare ma soprattutto a chi, nonostante abbia sofferto per amore, non ha mai perso la speranza che esista un amore sincero e profondo che aspetta solo un nuovo volto per essere incarnato.</p>
<h1><a href="https://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2013/09/paulo-coelho.jpg"></a></h1>
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		<title>Lettera-Mente:quando letteratura e psicologia si incontrano</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura e psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta per ripartire “Lettera-mente”: un ciclo di incontri nato dall’idea di Rossella Chiusolo e Antonella D’Annibale, ex compagne di liceo che hanno deciso di unire le loro professionalità per creare momenti di riflessione e confronto aperti a tutti. L’iniziativa nasce anche ispirandosi al lavoro svolto dal centro studi di psicologia e letteratura, fondato il 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2013/05/ross.jpg"></a><a href="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2013/05/letteramente-2013.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-591" title="letteramente 2013" src="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2013/05/letteramente-2013-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Sta per ripartire “Lettera-mente”: un ciclo di incontri nato dall’idea di Rossella<br />
Chiusolo e Antonella D’Annibale, ex compagne di liceo che hanno deciso di unire<br />
le loro professionalità per creare momenti di riflessione e confronto aperti a<br />
tutti. L’iniziativa nasce anche ispirandosi al lavoro svolto dal centro studi di<br />
psicologia e letteratura, fondato il 30 ottobre 1992 da Aldo Carotenuto e da un<br />
gruppo di psicologi, psicoterapeuti, medici e cultori di psicologia e<br />
letteratura per promuovere iniziative culturali volte a individuare i nessi tra<br />
psicologia, psicoterapia e mondo della creazione artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie di<br />
personaggi di romanzi e racconti della letteratura e la lettura di componimenti<br />
poetici da parte di Antonella D’Annibale, laureata alla Sapienza in<br />
“Letteratura. Studi italiani ed europei”, forniranno lo spunto per affrontare<br />
tematiche psicologiche relative al tema delle<strong> relazioni affettive </strong>da parte di<br />
Rossella Chiusolo, psicologa e psicoterapeuta, laureata alla Sapienza in “Psicologia clinica” e<br />
specializzata in “Psicoterapia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall<strong>&#8216;autostima</strong>, al <strong>narcisismo</strong>, all&#8217;<strong>amore sano</strong>; dal Malvolio di Shakespeare alle poesie di Neruda,<br />
quattro saranno gli appuntamenti di “Lettera-mente”, a partire da<br />
giovedì 13 giugno, dalle ore 18.30, presso la sala conferenze del comitato di<br />
quartiere Aprilia Nord (via Veneto, 2). Gli altri appuntamenti si terranno il<br />
20 giugno e il 4 e il 18 luglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso libero</p>
<p style="text-align: justify;">Per<br />
ricevere maggiori informazioni puoi rivolgerti ad uno dei seguenti indirizzi e-mail:<br />
r.chiusolo@gmail.it oppure <a href="mailto:antonella_dannibale@virgilio.it">antonella_dannibale@virgilio.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Si ringraziano fin da subito coloro che<br />
prenderanno parte a questa iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Luogo: Sala Conferenze (Comitato Aprilia Nord) via Veneto, 2 &#8211; Aprilia</p>
<p style="text-align: justify;">Orario 18.30-20.00</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Calendario incontri </strong></p>
<p style="text-align: justify;">giovedì 13 giugno  Autostima: l&#8217;arte di volersi bene.(W.Dyer le vostre zone erronee)</p>
<p>giovedì 20 giugno Narcisismo: perché le donne amano i narcisi?(dal mito di Narciso al Malvolio di Shakespeare)</p>
<p>giovedì 4 luglio Sogno. Tra sogno e realtà, il ruolo dei sogni nella nostra vita( sogno di una notte di mezza estate w. Shakespeare)</p>
<p>giovedì 18 luglio Amore. Si può amare da morire ma morire d&#8217;amore no.( poesie Neruda)</p>
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		<title>Il viaggio di un sogno</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 10:02:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221; Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi: devi vederle con il cuore e questo non è facile &#8221;. Al ritorno dalle vacanze ho scelto di leggere un libro che potesse continuare a farmi vivere momenti di relax e leggerezzza. Avevo sentito parlare di questo autore, Sergio Bambarèn, poeta dell&#8217;anima. Così ho iniziato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8221; Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi: devi vederle con il cuore e questo non è facile &#8221;. </strong></em></p>
<p>Al ritorno dalle vacanze ho scelto di leggere un libro che potesse continuare a farmi vivere momenti di relax e leggerezzza. Avevo sentito parlare di questo autore, <strong>Sergio Bambarèn</strong>, poeta dell&#8217;anima. Così ho iniziato a leggere il suo primo libro &#8220;<strong>Il delfino</strong>&#8220;. E&#8217; un romanzo breve di 80 pagine, il genere che preferisco soprattutto per parlare di emozioni, sentimenti e viaggi del cuore, non mi piace uno stile con troppi giri di parole, un linguaggio che non è quello del cuore. Il cuore utilizza emozioni, frasi d&#8217;impatto.</p>
<p>Il protagonista del libro è Daniel Alexander Dolphin, un delfino che decide di lasciare gli amici per inseguire un <strong>sogno</strong>, trovare l&#8217;onda perfetta. Daniel si era reso conto che i delfini non facevano altro che pescare dall&#8217;alba al tramonto, non avendo più tempo per fare altro finivano di vivere per pescare invece di pescare per vivere. Daniel inizia così a viaggiare per l&#8217;oceano, su e giù per le onde scordandosi a volte anche di mangiare. Ogni tanto si sentiva un pò solo ma in cuor suo sapeva di aver preso la decisione giusta. Le decisioni, anche se a volte difficili, sono un modo per definire il nostro percorso e<strong> diventare ciò che vogliamo</strong>. Nel suo viaggio alla ricerca dell&#8217;onda perfetta incontra così momenti di tristezza e paura ma la saggia voce del mare gli ricorda che non si può vivere appieno la felicità se prima non si è sentita la propria tristezza. Durante il percorso conosce altri amici che come lui inseguono un sogno, scopre così di non essere il solo. La saggezza del cuore lo guida nel suo viaggio, sente che quando sta per abbattersi è importante che si ricordi chi è e ricordi il suo sogno. Al tramonto del 40° giorno di viaggio incontra una dopo l&#8217;altra onde di una bellezza straordinaria: le onde perfette. Daniel si riempì di gioia, felice della scoperta si perse a scivolare tra le onde fino a che un giorno sentì il desiderio di condividere la bellezza della sua scoperta con gli amici delfini. Spiegò così ai suoi amici come aveva imparato a capire dove andare ascoltando la<strong> voce del suo cuore</strong>.</p>
<p>Daniel Alexander Dolphin visse a lungo e felice continuando a viaggiare alla scoperta di nuovi mondi, consapevole di ogni momento sempre ispirato da un sogno.</p>
<p><strong><em>&#8221; Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento di inseguire i propri sogni&#8221;.</em></strong></p>
<p>Libro &#8220;Il delfino&#8221; di Sergio Bambaren. Sperling &amp; Kupfer Editori</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>E se un giorno tornasse&#8230;</title>
		<link>https://www.psicologa-aprilia-albano.com/2012/07/e-se-un-giorno-tornasse/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 10:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[attesa]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Finchè il giorno splendea, tessea la tela/superba, e poi la distessea la notte&#8221; (Canto secondo pag. 90 e seguenti. Odissea) Penelope, moglie di Ulisse, re d&#8217;Itaca, nell&#8217;attesa che il marito tornasse dalla guerra di Troia per mettere a tacere i corteggiatori inventò lo stratagemma della tela. Penelope disse ai pretendenti che non avrebbe scelto nessuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Finchè il giorno splendea, tessea la tela/superba, e poi la distessea la notte&#8221;</p>
<p>(Canto secondo pag. 90 e seguenti. <strong>Odissea</strong>)</p>
<p>Penelope, moglie di Ulisse, re d&#8217;Itaca, nell&#8217;attesa che il marito tornasse dalla guerra di Troia per mettere a tacere i corteggiatori inventò lo stratagemma della tela. Penelope disse ai pretendenti che non avrebbe scelto nessuno di loro fino a che non avesse terminato la tela a cui stava lavorando. E così la notte scuciva quel poco che aveva tessuto di giorno e non terminò mai la tela.</p>
<p>Ho scelto di introdurre questo articolo con uno stralcio della storia della &#8220;Tela di <strong>Penelope</strong>&#8221; narrata nell&#8217;Odissea per indicare come spesso l&#8217;<strong>attesa</strong> del ritorno del proprio amante, fidanzato o compagno sia davvero interminabile e si rischia di passare molto tempo in una attesa vana anche se nel caso di Penelope è andata a buon fine(dopo vent anni di attesa!) non è così nella maggior parte dei casi. Frasi del tipo &#8220;Lascerà finalmente la moglie e tornerà da me!&#8221; oppure &#8220;Capirà di aver sbagliato e tornerà da me!&#8221; oppure &#8220;Non può stare senza di me, mi ama troppo, tornerà sicuramente!&#8221; sono solo alcuni esempi di espressioni usate da chi è stato lasciato e non si dà pace. Riporto la testimonianza di due lettrici che lasciate dal ragazzo scrivono:</p>
<p>&#8220;Mi manca come l&#8217;aria, senza di lui niente ha più senso, sono distrutta, prego ogni giorno e ogni notte che ritorni da me e che mi dica che la lontananza da me gli ha fatto capire di aver fatto un errore a lasciarmi&#8230;Mi sento in frantumi.&#8221;</p>
<p>&#8220;Dolore e disperazione mi tormentano. sono stata lasciata dopo 3 anni di una storia intensa e passionale,mi ha addossato la colpa dicendo che non ci sono stata quando lui aveva bisogno di me, che è stata colpa mia se la storia è finita, che pensavo solo a me stessa e non a lui&#8230;sono a pezzi, lo cerco e non mi risponde al telefono nè su facebook&#8230;sento un <strong>vuoto</strong> incolmabile&#8221;.</p>
<p>Quando si ama ci si fonde con l&#8217;altro, soprattutto nella fase iniziale del rapporto, il partner occupa una posizione centrale nel nostro <strong>cuore</strong> e nella nostra mente. Quando l&#8217;altro ci lascia, si sente un dolore lacerante ed un vuoto poco descrivibile con le parole. Succede che proprio nell&#8217;assenza dell&#8217;altro questi diventi ancora più presente nella nostra vita sotto forma di pensieri ricorrenti, flashbacks di momenti vissuti insieme, si sperimenta quello che il dr. Francesetti definisce &#8220;presenza nell&#8217;assenza&#8221;. Quando ci si separa da una persona importante è un pò come se si perdesse anche una parte di se stessi ed il tempo è una medicina essenziale per superare il dolore. Le fasi sono le stesse della <strong>elaborazione</strong> del lutto che può durare qualche mese o più, non c&#8217;è un tempo stabilito proprio come ogni storia d&#8217;amore è unica così lo è il tempo che serve per elaborare la <strong>separazione</strong> dalla persona amata. A volte l&#8217;attesa di un ritorno fa parte del percorso di elaborazione ma l&#8217;importante è continuare ad andare avanti con la propria <strong>vita</strong> e non perdersi nell&#8217;attesa di un ritorno che non si sa se avverrà mai o quando proprio come non si sa se avverà mai la fine della tela di Penelope.</p>
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		<title>La paura dell&#8217;abbandono</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 17:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
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		<category><![CDATA[paura abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[paura dell'abbandono]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Abandon&#8221; film del 2002 diretto da Stephen Gaghan tratteggia il profilo di una studentessa Catherine Burke ossessionata dalla paura dell&#8217;abbandono. Catherine, laureanda in un prestigioso college, ha subito un precoce abbandono da parte del padre che ha condizionato il suo modo di vivere le relazioni sentimentali. Il film si incentra sulla misteriosa scomparsa del suo ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Abandon</strong>&#8221; film del 2002 diretto da Stephen Gaghan tratteggia il profilo di una studentessa Catherine Burke ossessionata dalla paura dell&#8217;abbandono. Catherine, laureanda in un prestigioso college, ha subito un precoce abbandono da parte del padre che ha condizionato il suo modo di vivere le relazioni sentimentali. Il film si incentra sulla misteriosa scomparsa del suo ex ragazzo Embry. Un triller psicologico basato sul tema dell&#8217;<strong>abbandono</strong> che la protagonista del film non è mai stata in grado di elaborare e che ha profondamente inciso sullo sviluppo della sua personalità.</p>
<p>Non in modo così estremo e drammatico ma ad ognuno di noi nella propria vita sarà capitato di confrontarsi con la <strong>paura della separazione </strong>o dell&#8217;abbandono dalla persona oggetto del nostro amore. La paura della separazione è quasi fisiologica all&#8217;inizio di una storia sentimentale quando si vorrebbe passare il maggior tempo possibile con il proprio partner e ci si augura che sia sempre tutto così stupendo e non finisca mai l&#8217;amore. Questa paura inizia ad essere &#8220;preoccupante&#8221; quando diventa un pensiero fisso e inizia a condizionare il resto delle nostre attività come il lavoro o lo studio. Si reagisce con rabbia o paura ad ogni minimo allontanamento del partner, ad ogni telefonata mancata; il silenzio e l&#8217;assenza, seppur momentanei, non sono tollerati.</p>
<p>Chi vive nella paura dell&#8217;abbandono perde completamente potere sulla propria vita, perde se stesso perchè troppo impegnato a controllare l&#8217;altro e ad essere &#8220;bello e bravo&#8221; per l&#8217;altro nel vano tentativo di evitare un abbandono. Si diventa come una barca in balia della tempesta, si perde completamente il timone della propria imbarcazione sommersi dalle onde della paura. L&#8217;interesse è focalizzato esclusivamente sull&#8217;Altro. E&#8217; come se la propria <strong>esistenza</strong> fosse legata alla presenza dell&#8217;<strong>Altro</strong>. Ci si scorda completamente di se stessi indaffarati alla ricerca di tracce dell&#8217;Altro: cosa sta facendo, c0n chi esce, cosa scrive su Facebook, con chi parla&#8230;Quello che si ottiene in questo modo è proprio quello che si tenta di evitare: l&#8217;allontanamento del partner che si sentirà soffocato.</p>
<p>Come mai si soffre di questa paura?</p>
<p>In genere convive con questa paura chi non ha una buona <strong>stima</strong> di sè, chi da piccolo ha subito dei presunti o reali abbandoni dalle principali figure di attaccamento, chi non ha sviluppato un attaccamento sicuro nei primi anni di vita chi cioè non ha sperimentato nella relazione con la madre (o con chi ne ha fatto le veci) una relazione basata sulla protezione, sulla fiducia, sulla condivisione emotiva, sull&#8217;amore. Chi ha una <strong>base sicura </strong>è in grado di gestire le separazioni, fiducioso nelle proprie potenzialità, è in grado di elaborarle, sa come si fa perchè ha imparato a farlo nel rapporto sicuro con la mamma. Chi non ha avuto la fortuna di vivere un&#8217;esperienza d&#8217;amore sicura e protettiva nella propria infanzia non è segnato a vita ma ha comunque la possibilità di instaurare d&#8217;adulto delle relazioni significative buone e nutrienti. La psicoterapia è un esempio di una relazione significativa sana dove si va a riparare la ferita causata da un&#8217;esperienza sofferente con le proprie figure d&#8217;attaccamento nell&#8217;infanzia.</p>
<p>Cosa può fare nell&#8217;immediato chi soffre della paura dell&#8217;abbandono?</p>
<p>Innanzitutto rispostare le proprie attenzioni ed energie su di sè, sulla propira <strong>vita</strong> e sulla propria esistenza riprendendo le proprie amicizie ed i propri interessi. Si è talmente preoccupati dall&#8217;abbandono da parte dell&#8217;Altro che non ci si rende conto che siamo stati proprio noi i primi ad abbandonarci quando abbiamo scelto di inseguire l&#8217;altro!</p>
<p><em>immagine fotosearch.it</em></p>
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		<title>L&#8217;amore cieco dei non amati</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 21:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è ciechi quando si continua a stare in una relazione che porta alla distruzione, alla sofferenza, alla sepoltura del proprio essere. Questo non è amore. E&#8217; altro. Ossessione, dipendenza, chiamalo come preferisci. L&#8217;amore è libertà, espansione del proprio sè, unione e realizzazione personale e nella coppia. Se ti senti annichilito, se sei felice in minore quantità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è ciechi quando si continua a stare in una <strong>relazione</strong> che porta alla distruzione, alla sofferenza, alla sepoltura del proprio essere. Questo non è amore. E&#8217; altro. Ossessione, dipendenza, chiamalo come preferisci. L&#8217;<strong>amore</strong> è libertà, espansione del proprio sè, unione e realizzazione personale e nella coppia. Se ti senti annichilito, se sei felice in minore quantità di quanto sei triste sei intrappolato in una storia che non è amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>amore cieco </strong>intendo l&#8217;essere in una relazione evidentemente distruttiva in modo spesso inconsapevole e disperato senza la capacità di intravedere un&#8217;altra possibilità per la tua vita. Si è ciechi quando si vede solo il proprio partner e si vive per lui, annullandosi completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo ad esempio di una ragazza che quando le chiedevo cosa amasse del proprio compagno mi rispondeva dicendo &#8220;per me è il mio ossigeno, non so dire altro&#8221;. Una risposta non ancorata alla realtà, dove la Persona perde la propria essenza e le proprie <strong>potenzialità</strong>, insite in ogni essere umano, per sopravvivere all&#8217;ombra di qualcun altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso in chi è intrappolato in questo genere di storie ci sono due spinte: una che dice che non è amore e un&#8217;altra che dice che sicuramente deve essere amore e che prima o poi il proprio partner se ne renderà conto e cambierà. In seno a questa speranza si perdono spesso svariati anni. Il problema è che nessuno cambia soprattutto se non è lui stesso a volerlo, non si cambia perchè qualcun altro lo pretende.</p>
<p style="text-align: justify;">La fiamma di queste storie di &#8220;non amore&#8221; è proprio il <strong>rifiuto</strong>. Alcune persone appassionano tanto e ci struggono tanto proprio perchè sentiamo, anche se a livello sotterraneo, lo spettro di un vicino rifiuto. Per rifiuto intendo non solo l&#8217;essere respinti ma anche umiliati, non accettati come persone e maltrattati. Chi è accecato non è consapevole di questo meccanismo e spera che prima o poi chi la rifiuta rinsavisca e si riveli innamorato e redento. In questa vana attesa nel frattempo si è spariti come Persone.</p>
<p style="text-align: justify;">In modo inconsapevole si va a riproporre un antico copione in cui la persona che oggi è rifiutata(respinta, maltrattata) è stata dapprima un bambino non amato: i genitori sono stati assenti o iperprotettivi e controllanti o in alcuni casi abusanti. Nella ricerca di amori attuali tormentati, il non amato, oggi adulto, non fa altro che ripercorrere l&#8217;antico copione vissuto con i genitori, l&#8217;antico dolore per non essere stato amato con la speranza di sanare questa antica <strong>ferita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vuole molto coraggio e molta forza per porre fine a storie tormentate di questo tipo. Da bambina/o non avevi scelta, oggi ce l&#8217;hai e <strong>puoi scegliere </strong>di amare te stesso.</p>
<p><em>immagine presa da blog.libero.it</em></p>
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		<title>&#8220;Lettera-mente&#8221;:quando letteratura e psicologia si incontrano</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[Sta per partire “Lettera-mente”: un ciclo di incontri nato dall’idea di Rossella Chiusolo e Antonella D’Annibale, ex compagne di liceo che hanno deciso di unire le loro professionalità per creare momenti di riflessione e confronto aperti a tutti. L’iniziativa nasce anche ispirandosi al lavoro svolto dal centro studi di psicologia e letteratura, fondato il 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2012/05/ross.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-417" title="ross" src="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2012/05/ross.jpg" alt="" width="150" height="112" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sta per partire “Lettera-mente”: un ciclo di incontri nato dall’idea di Rossella<br />
Chiusolo e Antonella D’Annibale, ex compagne di liceo che hanno deciso di unire<br />
le loro professionalità per creare momenti di riflessione e confronto aperti a<br />
tutti. L’iniziativa nasce anche ispirandosi al lavoro svolto dal centro studi di<br />
psicologia e letteratura, fondato il 30 ottobre 1992 da Aldo Carotenuto e da un<br />
gruppo di psicologi, psicoterapeuti, medici e cultori di psicologia e<br />
letteratura per promuovere iniziative culturali volte a individuare i nessi tra<br />
psicologia, psicoterapia e mondo della creazione artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie di<br />
personaggi di romanzi e racconti della letteratura e la lettura di componimenti<br />
poetici da parte di Antonella D’Annibale, laureata alla Sapienza in<br />
“Letteratura. Studi italiani ed europei”, forniranno lo spunto per affrontare<br />
tematiche psicologiche relative al tema delle<strong> relazioni affettive </strong>da parte di<br />
Rossella Chiusolo, laureata alla Sapienza in “Psicologia clinica” e<br />
specializzanda in “Psicoterapia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’incomunicabilità nella<strong> coppia</strong>,<br />
all’amore tormentato, alla <strong>dipendenza affettiva</strong>, dal “Liber” catulliano a “Casa<br />
di bambola” di Ibsen, dalla paura dell’<strong>abbandono</strong> all’amore tragico, fino<br />
all’attualissimo tema dello stalking, da “Suo marito” di Pirandello a “La lupa”<br />
di Verga, cinque saranno gli appuntamenti di “Lettera-mente”, a partire da<br />
martedì 15 maggio, dalle ore 18.00, presso la sala conferenze del comitato di<br />
quartiere Aprilia Nord (via Veneto, 2). Gli altri appuntamenti si terranno il 29<br />
maggio, 6 e 19 giugno e il 3 luglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per<br />
partecipare agli incontri è richiesta<br />
la prenotazione ad uno dei seguenti indirizzi e-mail:<br />
r.chiusolo@gmail.it oppure antonella_dannibale@virgilio.it, ai quali rivolgersi<br />
anche per ricevere informazioni più dettagliate.<br />
Si ringraziano fin da subito coloro che<br />
prenderanno parte a questa iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Luogo: Sala Conferenze (Comitato Aprilia Nord) via Veneto, 2 &#8211; Aprilia</p>
<p style="text-align: justify;">Orario 18.00-20.00</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Calendario incontri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">15 maggio : &#8220;<strong>L&#8217;incomunicabilità nella coppia</strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">29 maggio: &#8220;<strong>La dipendenza affettiva</strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">6 giugno: &#8220;<strong>Il tradimento</strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">19 giugno: &#8220;<strong>La paura dell&#8217;abbandono</strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">3 luglio: &#8220;<strong>Lo stalking</strong>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Puoi scegliere di partecipare anche ad un solo incontro.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>La fine di un amore</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 19:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[separazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ti amo ma non possiamo più stare insieme&#8230;&#8221; Oppure &#8221; Mi dispiace ma non provo piu niente per te..&#8221; Oppure &#8220;Mi sono innamorato di un&#8217;altra persona&#8230;&#8221; Oppure semplicemente il silenzio e la rispettiva sparizione della persona amata sono solo alcuni esempi di frasi o assenze  che più o meno ognuno di noi si è sentito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ti amo ma non possiamo più stare insieme&#8230;&#8221; Oppure &#8221; Mi dispiace ma non provo piu niente per te..&#8221; Oppure &#8220;Mi sono innamorato di un&#8217;altra persona&#8230;&#8221; Oppure semplicemente il silenzio e la rispettiva sparizione della persona amata sono solo alcuni esempi di frasi o assenze  che più o meno ognuno di noi si è sentito dire o ha subito.</p>
<p>Personalmente la prima frase è quella che mi destabilizza di più, non capisco come l&#8217;amare una persona non si coniughi con la voglia e la possibilità di stare insieme e di venirsi incontro e in base alla mia esperienza personale e clinica è anche la frase che incastra di più e lascia la &#8220;persona lasciata&#8221; in trappola perchè resta nell&#8217;attesa di un ritorno e in un circuito di rimuginazioni proprio perchè la frase stessa è incoerente. La verità è abbastanza semplice e banale e non servono teorie psicologiche o fare la diagnosi di quadri clinici e psicopatologici: la verità è che la persona non vi ama altrimenti farebbe l&#8217;impossibile per stare con voi e non perdervi. Penso che su questo argomento le opinioni e le esperienze siano moltissime e potrei organizzare dei gruppi su questo ma per ora quello su cui vi invito a riflettere è come mai siete incastrati in una relazione del genere?</p>
<p>La fine di una storia impone sempre un certo periodo di tempo in cui si elabora la <strong>perdita</strong>, la reazione è simile a quella che si ha in seguito ad un lutto: si perde la persona amata e una parte di noi.</p>
<p>La prima reazione è in genere di <strong>smarrimento</strong> e incredulità: si stenta a credere che il nostro partner ci stia lasciando, sembra quasi che non si riconosca più quella persona, sembra un estraneo. La mente vaga da un ricordo all&#8217;altro, ci si chiede come possa essere terminata una storia così importante, quali siano stati gli errori commessi. Si passa dal dolore per la perdita alla <strong>rabbia</strong> per le incomprensioni, per le rinunce e per l&#8217;impotenza che si prova. Segue poi la delusione e la <strong>tristezza</strong>. Se siete in questa fase ogni cosa risulterà pesante, quasi si perde la voglia e l&#8217;energia di fare ogni cosa. Come per ogni ferita c&#8217;è il bisogno di elaborare, in questo caso di elaborare la <strong>separazione, </strong>integrare l&#8217;esperienza nella nostra storia,  per poi andare oltre.</p>
<p>A volte si rimane intrappolati in questa fase, bloccati. Questo accade perchè il comportamento del partner va a rivangare una ferita antica, una ferita apparentemente scordata ma ben impressa nel nostro corpo e nella nostra anima risalente alla relazione con una figura importante di attaccamento. Succede che nella storia d&#8217;amore si vanno inconsapevolmente ad innescare vecchie dinamiche dolorose con la speranza di risanarle ad esempio se ho avuto una madre rifiutante andrò a cercare probabilmente un partner che in un modo o nell&#8217;altro mi rifiuti.</p>
<p>Quando si è immersi nel dolore è importante sapere che così come ha avuto un inizio avrà anche una fine e che una volta elaborato si raggiungerà una consapevolezza maggiore di noi stessi e di cosa vogliamo. C&#8217;è una rinascita, una sorta di restyling profondo. E&#8217; proprio in virtù dell&#8217;esperienza passata che possiamo apprezzare ed amare in modo più pieno anche le cose piccole della vita e perchè no, un nuovo partner.</p>
<p><em>Immagine da blog.libero.it</em></p>
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		<title>Come liberarsi del proprio&#8221;principe azzurro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 18:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La principessa che credeva nelle favole&#8221; di Marcia Grad Powers è uno dei libri più leggeri e emozionanti che abbia mai letto. L&#8217;autrice, Marcia Grad Powers, è specializzata in psicologia e tiene seminari per la crescita personale. Il libro, sottoforma di una favola, narra le vicende di una principessa che vive per il suo principe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>La principessa che credeva nelle favole&#8221;</strong> di Marcia Grad Powers è uno dei libri più leggeri e emozionanti che abbia mai letto. L&#8217;autrice, Marcia Grad Powers, è specializzata in psicologia e tiene seminari per la <strong>crescita personale</strong>. Il libro, sottoforma di una favola, narra le vicende di una principessa che vive per il suo principe azzurro ma impara dopo una serie di sofferenze amorose che la <strong>felicità </strong>risiede solo in lei: arriva ad amare se stessa abbastanza da poter vivere felice con o senza un principe.</p>
<p>La protagonista è la principessa Victoria. Fin da piccola non sognava altro che incontrare il suo principe azzurro. Un giorno al di là dei giardini di palazzo lo conosce e si perde nell&#8217;immenso blu dei suoi occhi. Con lui Victoria si sente speciale, sicura e protetta. Ben presto, dopo il matrimonio, il principe rivela la sua parte oscura e nascosta che insulta e sminuisce Victoria attribuendo a lei la colpa di ogni sua sventura. Così iniziano ad alternarsi giornate belle a giornate spaventose tanto che Victoria teme che il principe sia vittima di un sortilegio. Arrivare a fine giornata era sempre più difficile e Victoria era sempre più stanca, debole, preoccupata e in preda ad una immensa tristezza. Giorno dopo giorno si sforza di essere sempre più brava ma non lo è mai abbastanza per guadagnarsi l&#8217;<strong>amore</strong> del suo principe. Stanca di stare male, aspettare, sperare e piangere decide di intraprendere un viaggio verso la verità accompagnata da un gufo parlante di nome DOC specializzato in cuori spezzati. Scopre dapprima che la <strong>felicità </strong>è una <strong>scelta </strong>e che occorre accettare tutto ciò che non si può cambiare: può scegliere per se stessa ma non può cambiare il principe. Può scegliere di non reagire più alle cose che il principe dice o fa e di vivere la sua vita all&#8217;insegna della felicità. Victoria non capisce perchè se il principe l&#8217;ama la fa soffrire così tanto e il saggio DOC le risponde che l&#8217;amore fa stare bene , in caso contrario è un sentimento ben diverso. &#8221; Se soffri più spesso di quanto sei felice vuol dire che non è amore ma qualcosa che ti tiene intrappolata e ti impedisce di vedere la porta della libertà spalancata davanti a te&#8221;. Victoria impara così a conoscersi, a percorrere il sentiero della vita, a cadere e a rialzarsi, impara a nuotare nel mare di emozioni e a camminare nella vita. Scopre quanto è difficile lasciare vecchie abitudini anche se ci creano dolore ma ci si rimane per comodità e per paura. Si rende conto di tutto il coraggio che aveva impiegato per abbandonare ciò che le era familiare imbarcandosi in un viaggio verso l&#8217;ignoto. All&#8217;improvviso sente vibrare in lei una forza elettrizzante e una pienezza mai sentita prima.</p>
<p>Quando accetti il miracolo di chi sei e ami te stessa cambiare le cose risulta più semplice.</p>
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