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	<title>Dott.ssa Rossella Chiusolo - Psicologa, Aprilia, Albano &#187; ansia</title>
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	<description>Psicologa Aprilia Albano</description>
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		<title>Ansia da lavoro: quando l&#8217;ufficio è un inferno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 09:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco di seguito l&#8217;articolo scritto da Maddalena De Bernardi e pubblicato su starbene.it Il luogo di lavoro può trasformarsi in una trappola soffocante, con il rischio di malesseri a livello fisico e psicologico. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Rossella Chiusolo, psicologa clinica e psicoterapeuta, le strategie da adottare per migliorare i rapporti con i colleghi e gestire una comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco di seguito l&#8217;articolo scritto da Maddalena De Bernardi e pubblicato su starbene.it</p>
<p>Il luogo di <strong>lavoro</strong> può trasformarsi in una trappola soffocante, con il rischio di malesseri a livello fisico e psicologico. Abbiamo chiesto alla dott.ssa <strong>Rossella Chiusolo</strong>, psicologa clinica e psicoterapeuta, le <strong>strategie</strong> da adottare per migliorare i rapporti con i colleghi e gestire una comunicazione efficace, in grado di esprimere i nostri bisogni. Il segreto? Usa l&#8217;<strong>empatia</strong>.</p>
<p>Come è possibile gestire in maniera strategica le <strong>tensioni</strong> che inevitabilmente possono crearsi sul lavoro?</p>
<p>«L&#8217;ambiente lavorativo, una parte integrante del nostro <strong>quotidiano</strong>, non fa altro che rispecchiare anche i ritmi che abbiamo oggi: non a caso si sente parlare sempre spesso di più di stress e problemi legati all&#8217;<strong>ansia</strong>. Tutto questo è strettamente connesso al fatto che anche sul lavoro di frequente si tende a <strong>primeggiare</strong>, più che collaborare con gli altri. La prima strategia per poter vivere meglio il posto di lavoro è entrare in una dinamica di gruppo, piuttosto che concentrarsi soltanto sul successo. Creare <strong>legami </strong>con i colleghi è importante, così come appare fondamentale <strong>ascoltare</strong> il punto di vista altrui e essere disposti a mettersi in discussione».</p>
<p>Quali sono i <strong>segnali</strong> che parlano di un <strong>disagio</strong> profondo?</p>
<p>«I segnali provengono innanzitutto dal nostro <strong>corpo</strong>. In genere i primi sintomi vedono cali del rendimento a livello lavorativo, difficoltà di concentrarsi oppure, molto di frequente, la <strong>gastrite</strong>, che costituisce uno fra i disagi <strong>psicosomatici</strong> più immediati. Ascoltare i segnali provenienti dal corpo è la prima cosa da fare: quando ci sono delle tensioni particolari la prima parte che ne risente è il corpo, poi si arriva a <strong>razionalizzare</strong> e capire cos&#8217;è successo. Continuità nel tempo e sistematicità di alcuni atteggiamenti negativi o comunque ostili nei nostri confronti, ad esempio da parte del capo o dei colleghi, segnalano una problematica importante: può succedere a tutti di avere una giornata un po&#8217; negativa, ma il problema subentra quando la situazione diventa <strong>sistematica</strong> e non si parla più di un episodio isolato».</p>
<p>Chi ha una bassa<strong> autostima</strong> come può affrontare la situazione senza cadere vittima?</p>
<p>«Solitamente chi ha problemi di autostima ha difficoltà a dire di no e mettere dei <strong>confini</strong> tra sé e l&#8217;altro: purtroppo in genere diventa <strong>vittima </strong>anche di se stesso, oltre che del capo o dei colleghi. È importante iniziare ad assumersi la <strong>responsabilità</strong> delle proprie idee ed esprimerle. Anche in questo caso il gruppo è fondamentale, nel senso che, confrontarsi con gli altri e <strong>condividere</strong> il malessere aiuta a far comprendere che il problema non è solo nostro e che non siamo soli».</p>
<p>Cosa accade quando i <strong>colleghi</strong> sono parte del problema?</p>
<p>«Quando la situazione è grave e appare senza via d&#8217;uscita occorre rivolgersi a un ente competente, nel caso del lavoro un sindacato, per esempio, o in ogni caso un aiuto esterno in grado di dare una visione più ampia. Anche per questo, soprattutto per chi lavora in azienda, è bene richiedere al datore di lavoro corsi di formazione, oggi obbligatori per legge: essi costituiscono un aiuto per il lavoratore e sono utili per imparare a <strong>comunicare</strong>, stare insieme agli altri, fare gruppo, nonché segnalare le eventuali situazioni negative o fonte di <strong>stress</strong>».</p>
<p>Che cosa aiuta una buona <strong>comunicazione</strong>?</p>
<p>«È importante costruire <strong>clima giocoso</strong>. Utilizzare anche con i colleghi un linguaggio connotato a livello affettivo, cercare un <strong>contatto</strong> fisico, per esempio un abbraccio e mantenere un atteggiamento di tipo ironico costituiscono comportamenti in grado di stemperare la <strong>tensione</strong> che inevitabilmente si crea nell&#8217;ambiente di lavoro. Dove fanno la loro comparsa lo scherzo e l&#8217;ironia, insieme all&#8217;<strong>autoironia</strong>, il clima è più rilassato».</p>
<p>Qual è un buon <strong>confine</strong> che è giusto creare tra sé e l&#8217;ambiente lavorativo?</p>
<p>«Non è necessario raccontare la propria vita a tutti quanti, ma essere disponibili al contatto senza dimenticare il buon senso. Scherzare senza entrare troppo nel personale aiuta a mantenere un clima sereno senza che l&#8217;altro invada la nostra <strong>intimità</strong>, che è ugualmente importante da preservare. Insieme all&#8217;ironia, la capacità di <strong>scherzare</strong> e evitare di prendere tutto sul serio aiutano a creare un clima favorevole. Trascorriamo molto <strong>tempo</strong> insieme ai colleghi: qualche volta le condizioni possono non essere le più favorevoli,  ma spesso meditare sull&#8217;atteggiamento con cui affrontiamo la vita rimane la possibilità di <strong>crescita</strong> più importante».</p>
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		<title>La psicoterapia:un percorso alla scoperta di Sè</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 12:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In giro mi è capitato di leggere svilenti annunci di psicologi che promettono di concludere una psicoterapia nel giro di due tre incontri andando così a sminuire l&#8217;importanza e la serietà di quella che è una psicoterapia approfittandosi della sofferenza e dell&#8217;ignoranza che i più hanno sull&#8217;argomento. Ovviamente se io vado in giro a dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In giro mi è capitato di leggere svilenti annunci di psicologi che promettono di concludere una psicoterapia nel giro di due tre incontri andando così a sminuire l&#8217;<strong>importanza</strong> e la <strong>serietà</strong> di quella che è una <strong>psicoterapia</strong> approfittandosi della sofferenza e dell&#8217;ignoranza che i più hanno sull&#8217;argomento. Ovviamente se io vado in giro a dire e promettere che in un pugno di sedute di psicoterapia risolvo tutte le problematiche, non solo creo un danno all&#8217;altro ma vado a minare la <strong>fiducia</strong> nella professione e nella possibilità di stare bene.</p>
<p>Ognuno di noi si è costruito nel corso della propria vita una serie di modalità di <strong>vivere</strong>, di entrare in relazione, di conoscere il mondo. Queste modalità di stare al mondo  sono state edificate nel giro di molti anni, sono state le soluzioni migliori che siamo riusciti a mettere in pratica e per noi rappresentano una sicurezza ed un&#8217;etichetta dietro cui si nasconde però molto altro. Quando questi modi di vivere perdono la loro funzione adattiva, iniziamo ad avvertire un <strong>disagio</strong>.</p>
<p>Ad esempio posso cominciare a soffrire d&#8217;ansia oppure posso iniziare ad avere una serie di problemi fisici con causa psicologica ( gastrite, mal di testa..) Queste difficoltà non sono altro che il segnale che ho bisogno di cambiare qualcosa nella mia vita, non perchè sono sbagliato o c&#8217;è qualcosa che non va in me, semplicemente perchè quelle modalità di vivere che finora sono state buone per me sono diventate disadattive. Ad esempio fino a 40 anni posso aver costruito relazioni intorno a me in cui io sono la vittima e l&#8217;altro il carnefice, può darsi che di buon grado abbia accettato di avere un compagno violento che mi tratta come una nullità perchè effettivamente ho sempre  avuto la <strong>percezione</strong> di non valere niente come persona.</p>
<p>Se un giorno faccio un incontro particolare o sono appagata nel lavoro l&#8217;idea che ho di me inizia a cambiare e sento di non essere poi così mediocre come persona. Può succedere allora che inizio a soffrire di mal di testa ogni volta che torno a casa e non ne capisco il motivo. In questo caso il mal di testa diventa simbolo di una situazione che per me è diventata nociva e che dentro di me vorrei cambiare.</p>
<p>Il <strong>cambiamento</strong> fa spesso <strong>paura</strong> e paradossalmente si preferisce rimanere in una situazione totalmente negativa ma conosciuta piuttosto che attuare un cambiamento. Questa paura è normale proprio perchè abbiamo impiegato una vita a costruire le nostre &#8220;certezze&#8221; e metterle in discussione ci spaventa. Tornando all&#8217;esempio della signora posso preferire di rimanere con un compagno violento piuttosto che lasciarlo e quindi imbottirmi di farmaci per il mal di testa o cercare qualche sedicente psicologo che mi prometta di risolvere il mio mal di testa in 2 sedute senza cambiare nulla intorno a me. E&#8217; una presa in giro!</p>
<p>La psicoterapia, al contrario, è un percorso, più o meno lungo, che porta ad una sorta di <strong>rinascita</strong> perchè la persona scopre moltissime nuove cose di sè, cose che prima ignorava, scopre di saper fare molte cose, molte più cose di quelle che immaginava di poter fare.</p>
<p>Ognuno di noi nasce con la <strong>capacità di vincere </strong>la vita e dunque ognuno ha un suo proprio irripetibile potenziale di possibilità e di limiti.</p>
<p>In questa prospettiva la psicoterapia diventa un <strong>investimento</strong> su di sè.</p>
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<p><em>immagine lifestyle.tiscali.it</em></p>
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		<title>Che cosa rappresenta il Natale oggi?</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 16:43:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sempre di corsa, non ci si accorge che la vita ci sta sfuggendo di mano. Troppo impegnati a scolpire un&#8217;immagine di facciata, si è persa la vera bellezza e la spontaneità. Rispetto alle storie che ascolto e  quelle che vivo quotidianamente sto notando una sorta di alienazione della persona e dei rapporti umani. In questi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre di corsa, non ci si accorge che la<strong> vita </strong>ci sta sfuggendo di mano.</p>
<p>Troppo impegnati a scolpire un&#8217;immagine di facciata, si è persa la vera bellezza e la spontaneità.</p>
<p>Rispetto alle storie che ascolto e  quelle che vivo quotidianamente sto notando una sorta di <strong>alienazione</strong> della persona e dei rapporti umani.</p>
<p>In questi giorni le strade sono trafficate da chi è alla ricerca di regali, le canzoni di Natale, le luci in piazza e per le vie, le vetrine dei negozi addobbate per le feste. L&#8217;atmosfera natalizia si respira ovunque.</p>
<p>Questo clima stona con il vuoto che purtroppo caratterizza la vita di molti. Non mi riferisco ad un<strong> vuoto </strong>materiale ma affettivo. Un vuoto di valori e di ricchezze relazionali. Si collezionano le persone come i vestiti. Si è persa la profondità dei rapporti anche amicali: basta un click su facebook per cancellare un&#8217; amicizia o un rapporto. Spesso non si sa neanche cosa sia successo. Si passa da un estremo all&#8217;altro: espressioni come &#8220;ti voglio bene&#8221; vengono usate con sempre più facilità ma con altrettanta impulsività si tronca.</p>
<p>Si vive in continuo contatto con tutti grazie alla tecnologia. In tempo reale possiamo telefonare, vedere o sapere cosa sta facendo un nostro amico. Si tratta di un collegamento appunto tecnologico, freddo, vuoto che spesso rappresenta anche una perdita dei confini personali e privati.</p>
<p>Questo vuoto affettivo è spesso alla base di disagi legati all&#8217;<strong>ansia</strong>, alle <strong>dipendenze</strong> e all&#8217;<strong>alimentazione</strong>. Non sarà di certo una droga, o un cibo a riempirci di ciò che ci manca.</p>
<p>Con questa riflessione mi chiedo cosa rappresenti il Natale per la nostra <strong>società</strong>, cosa rappresenta per chi sta leggendo l&#8217;articolo.</p>
<p>Spero che ognuno  possa interrogarsi su cosa realmente vuole nella propria vita, cosa sta sfuggendo di mano, cosa si vorrebbe cambiare, quali sono i <strong>valori</strong> e le cose importanti per sè.</p>
<p>Mi auguro che ognuno possa trovare il Natale dentro di sè.</p>
<p>Buone feste!</p>
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<p><em>immagine cn24.tv</em></p>
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		<title>L&#8217;Affetto curativo degli animali domestici</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:01:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[                                                                   Già  Ippocrate, padre della medicina, consigliava gli animali domestici come rimedio all&#8217;insonnia e allo stress. La Pet Therapy (terapia con animali da compagnia) è nata nel 1953 grazie all&#8217;osservazione dello psichiatra Boris Levinson che aveva notato gli effetti benefici del cane nella cura di un suo piccolo paziente autistico. In Italia è stato riconosciuto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                  <img class="alignleft size-full wp-image-319" title="black" src="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2012/02/black1.jpg" alt="" width="180" height="217" /></p>
<p>Già  Ippocrate, padre della medicina, consigliava gli animali domestici come rimedio all&#8217;insonnia e allo stress. La <strong>Pet Therapy </strong>(terapia con animali da compagnia) è nata nel 1953 grazie all&#8217;osservazione dello psichiatra Boris Levinson che aveva notato gli effetti benefici del cane nella <strong>cura</strong> di un suo piccolo paziente autistico.</p>
<p>In Italia è stato riconosciuto il valore curativo della Pet Therapy che è utilizzata come terapia di supporto alla cura farmacologica e psicologica all&#8217;interno di alcuni ospedali, case di cura e di riposo. Alcuni animali, specificatamente addestrati,  vengono inseriti nel programma riabilitativo dei pazienti: ottimi risultati sono raggiunti con bambini, anziani e pazienti con malattie croniche.</p>
<p>Gli animali domestici sono una <strong>risorsa</strong> e un arricchimento affettivo e relazionale anche per le persone comuni. La ricerca condotta dallo psicologo Allen McConnell (Miami University in Ohio)  ha rilevato come i proprietari di animali domestici, nello specifico di cani e gatti, avessero una migliore autostima, un livello più basso di stress e una migliore salute fisica rispetto a chi non aveva nè cani nè gatti.</p>
<p>Come mai chi ha un animale domestico gode di una <strong>salute</strong> psico-fisica migliore?</p>
<p>Le motivazioni risiedono nelle caratteristiche della particolare <strong>relazione</strong> che si crea con il cane/gatto. Il rapporto che si instaura è di tipo emotivo affettivo, a volte basta uno sguardo per  sentirsi sostenuti dal proprio cane e ritrovare il buon umore proprio perchè hanno un modo privilegiato di arrivare al <strong>cuore</strong> dei loro &#8220;padroni&#8221;. Spesso si dice che il cane sia il miglior amico dell&#8217;uomo e in base alla mia esperienza personale e clinica posso confermare che sia così. La presenza di questi animaletti al nostro fianco aiuta a superare momenti dolorosi come lutti, separazioni, divorzi&#8230;Proprio per questo motivo rappresentano un  <strong>aiuto aggiuntivo </strong>alle terapie classiche (farmacologiche e psicologiche) anche nella cura dell&#8217;ansia e della depressione. La loro compagnia facilita, inoltre,  l&#8217;assunzione di comportamenti relazionali più efficaci aumentando la <strong>socialità</strong> e l&#8217;apertura al contatto anche con le persone. Nella relazione con i bambini i cani aiutano a sviluppare un corretto confine di sè e dell&#8217;altro grazie al tatto tramite il piacere di essere coccolati  e di accarezzare il proprio amico a quattro zampe.</p>
<p>L&#8217;affetto di un cane è un valore inestimabile.</p>
<p><em>Foto di Black, il mio cane</em></p>
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		<title>Conseguenze di un evento traumatico</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 18:37:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo Post Traumatico da Stress]]></category>

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		<description><![CDATA[A distanza di qualche mese dal centesimo anniversario dell&#8217;affondamento del Titanic ( aprile 1912), in questi giorni non si fa che parlare di un altro disastro avvenuto vicino l&#8217;isola del Giglio che vede coinvolta la nave da crociera Costa Concordia. La tragedia è avvenuta il 13 gennaio all&#8217;ora di cena quando i circa 4000 passeggeri della nave erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di qualche mese dal centesimo anniversario dell&#8217;affondamento del Titanic ( aprile 1912), in questi giorni non si fa che parlare di un altro disastro avvenuto vicino l&#8217;isola del Giglio che vede coinvolta la nave da crociera Costa Concordia.</p>
<p>La tragedia è avvenuta il 13 gennaio all&#8217;ora di cena quando i circa 4000 passeggeri della nave erano  a tavola . &#8220;Tremava tutto, la luce è andata via e le persone hanno iniziato a gridare aiuto. Nella sala ristorante sono caduti  oggetti ma l&#8217;aspetto più terrorizzante è che ognuno chiamava disperato i propri familiari. Era buio e non sapevamo cosa fare&#8221; (testimonianza di un passeggero, fonte Ansa).</p>
<p>Sono scene da panico quelle descritte dai passeggeri soccorsi: c&#8217;era chi pensava non sarebbe uscito vivo, chi si è paralizzato per la paura, chi urlava, chi si è gettato in mare per il terrore. &#8220;E&#8217; stato terribile&#8221; frase ricorrente nell&#8217;esperienze dei sopravvisuti. Si è trattato di un vero e proprio <strong>trauma</strong>.</p>
<p>Che cos&#8217;è un <strong>evento traumatico</strong>?</p>
<p>Si parla di evento traumatico quando la persona coinvolta ha temuto per la propria o altrui vita confrontandosi con una minaccia di <strong>morte</strong> o di gravi lesioni provando paura intensa o sentimenti di <strong>impotenza</strong>.</p>
<p>Circa il 10% delle vittime di un trauma  sviluppa un <strong>Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) </strong>che è un disturbo d&#8217;ansia con una causa scatenante ben precisa, l&#8217;evento traumatico. Il DPTS è caratterizzato dal fatto che il trauma viene <strong>rivissuto</strong> continuamente tramite ricordi, incubi, sensazioni che l&#8217;evento si stia ripresentando, disagio intenso in seguito  all&#8217;esposizione a situazioni somiglianti l&#8217;evento traumatico; è caratterizzato dall&#8217;<strong>evitamento</strong> di attività, luoghi o persone ricollegabili al trauma subito; è caratterizzato da sintomi di maggiore <strong>attivazione fisiologica </strong>come irritabilità, scoppi d&#8217;ira, difficoltà ad addormentarsi, iperviglianza, difficoltà di concentrazione (DSM-IV-TR).</p>
<p>Come ho scritto prima solo una bassa percentuale di persone esposte ad un trauma sviluppa  un disturbo post traumatico da stress. Emerge a questo punto l&#8217;importanza delle differenze individuali, delle <strong>risorse</strong> personali e del sostegno ricevuto in seguito all&#8217;evento .</p>
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		<title>Soffri d&#8217;ansia?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[fiori australiani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[seminario]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[floriterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; La Dr.ssa Rosa Attollino e la Dr.ssa Rossella Chiusolo, psicologhe, insieme alla Dr.ssa Simona Vacca, naturopata, ti propongono un incontro su &#8220;L’ansia e l’ascolto corporeo&#8221; &#160; Programma •Ore 10.00 Presentazione dei partecipanti al gruppo •Ore 10.30 Che cos’è l’ansia? Cosa sono gli attacchi di panico? Conosciamo l’ansia e i sintomi tipici •Ore 11.30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La Dr.ssa Rosa Attollino e la Dr.ssa Rossella Chiusolo, psicologhe, insieme alla Dr.ssa Simona Vacca, naturopata, ti propongono un incontro<br />
</strong><strong>su</strong></p>
<h2><strong> &#8220;</strong><strong>L’ansia e l’ascolto corporeo&#8221;</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></span></h2>
<h2><span style="color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></span></h2>
<h2><span style="color: #000000;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Programma </span></strong><strong> </strong></span></h2>
<div>
<div>•Ore 10.00 Presentazione dei partecipanti al gruppo</div>
<div>•Ore 10.30 Che cos’è l’ansia? Cosa sono gli <strong>attacchi di panico</strong>? Conosciamo l’ansia e i sintomi tipici</div>
<div>•Ore 11.30 Esperienza pratica in gruppo</div>
<div>Esperienze di vita a confronto.</div>
<div>•Ore 12.30-13.30:  <strong>Fiori australiani </strong>e piante officinali: un valido supporto nel trattamento dell&#8217; ansia e dell&#8217;attacco di panico.</div>
<div>A cura della dott.ssa Simona Vacca.</div>
<div>•Ore 14.00 Chiusura dei lavori</div>
<h2><strong><span style="text-decoration: underline;">Sede:</span></strong><strong> </strong></h2>
<div>Officina Olistica in via Cerveteri, 10  Roma (zona Re di Roma)</div>
<h2><strong><span style="text-decoration: underline;">Data : </span></strong></h2>
<p>domenica 27 novembre dalle 10.00 alle 14.00<strong> </strong></p>
<div><strong> </strong></div>
<h2><strong><span style="text-decoration: underline;">Iscrizione </span></strong></h2>
<div><strong>entro giovedì 24 novembre tramite mail a r</strong><strong>.chiusolo@gmail.com</strong><strong> </strong></div>
<div><strong> o al numero 392-4586210   333- 4869659 </strong></div>
<div><strong> </strong></div>
</div>
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		<title>&#8220;Giramenti di testa&#8221;: le vertigini</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 15:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[vertigini]]></category>
		<category><![CDATA[giramenti di testa]]></category>

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		<description><![CDATA[A chi non è mai capitato di avvertire un senso di giramento della testa, sbandamento o  perdita  dell&#8217;equilibrio? Queste sensazioni definiscono la vertigine. Le vertigini sono una errata percezione del proprio corpo che provoca una illusoria sensazione di movimento del  corpo o dell&#8217;ambiente circostante con conseguente difficoltà a mantenere l&#8217;equilibrio,  è come se non si riuscisse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2011/09/vertigine3.jpg"></a></p>
<p>A chi non è mai capitato di avvertire un senso di <strong>giramento della testa</strong>, sbandamento o  perdita  dell&#8217;equilibrio?</p>
<p>Queste sensazioni definiscono la <strong>vertigine</strong>. Le vertigini sono una errata percezione del proprio corpo che provoca una illusoria sensazione di movimento del  corpo o dell&#8217;ambiente circostante con conseguente difficoltà a mantenere l&#8217;<strong>equilibrio</strong>,  è come se non si riuscisse a stare in piedi  da soli.  Spesso si associano altri sintomi quali nausea, difficoltà nella vista e mal di testa.</p>
<p>Le <strong>vertigini</strong> possono essere un segno di malessere fisico o psicologico ed è quindi importante sottoporsi ad una visita medica specialistica per escludere cause organiche come ad esempio una infiammazione del labirinto (organo principale dell&#8217;equilibrio) situato all&#8217;interno dell&#8217;orecchio.  In assenza di riscontri patologici organici, la persona potrà scegliere di intraprendere un percorso psicologico.</p>
<p>Escluse le cause fisiche, le vertigini possono essere causate da tensioni psicologiche come <strong>stress</strong> ed <strong>ansia.</strong></p>
<p>Sensazioni simili alle vertigini sono presenti in soggetti che soffrono di attacchi di panico, generando una maggiore ansia e preoccupazione per il proprio stato di salute e innescando così un circolo vizioso fatto di evitamenti di situazioni considerate a rischio e ansia crescente.</p>
<p>In una lettura psicologica le <strong>vertigini </strong>possono essere viste come un messaggio inviatoci dal nostro corpo per manifestare una difficoltà di adattamento a nuove situazioni di vita come un divorzio, un trasferimento o un cambiamento lavorativo o rimandano a bisogni vitali quali essere amati o riconosciuti.</p>
<p>Quando si ha una vertigine si è costretti a fermarsi, a cercare un appoggio nell&#8217;ambiente, vengono meno dei punti di riferimento e si ha la sensazione di cadere. Il <strong>corpo</strong> viene vissuto come estraneo e nemico.  Il mio invito è di ascoltare il segnale che il nostro corpo ci manda individuando cosa ci fa soffrire nella nostra vita. Solo diventando consapevoli si può cambiare creativamente il nostro percorso di vita.</p>
<p><em>immagine presa da osteomereu.it</em></p>
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		<title>Conosciamo gli attacchi di panico</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 10:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[attacchi di panico]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[paura di impazzire]]></category>
		<category><![CDATA[paura di morire]]></category>
		<category><![CDATA[senso di soffocamento]]></category>
		<category><![CDATA[sudorazione]]></category>
		<category><![CDATA[tachicardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine Panico deriva dalla mitologia greca dal dio Pan. Si narra che questo dio, figlio di Ermes e Penelope, avesse un aspetto terrificante essendo per metà uomo e metà caprone. Dio arcaico legato alle greggi, alla foresta e alla vita selvaggia correva nei boschi urlando la sua forza e spaventando i viandanti che venivano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2011/05/libertà.jpg"></a></p>
<p>Il termine <strong>Panico</strong> deriva dalla mitologia greca dal dio Pan. Si narra che questo dio, figlio di Ermes e Penelope, avesse un aspetto terrificante essendo per metà uomo e metà caprone. Dio arcaico legato alle greggi, alla foresta e alla vita selvaggia correva nei boschi urlando la sua forza e spaventando i viandanti che venivano sorpresi dalle sue grida e terrorizzati alla sua vista. Nella <strong>paura</strong> profonda e improvvisa provata da questi  viandanti possiamo ritrovare la caratteristica principale degli attacchi di panico.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è un attacco di panico?</strong></p>
<p>E&#8217; un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale almeno 4 dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente (DSM IV TR):</p>
<ul>
<li>palpitazioni</li>
<li>sudorazioni</li>
<li>tremore</li>
<li>sensazione di soffocamento</li>
<li>sensazione di asfissia</li>
<li>nausea</li>
<li>instabilità o sensazione di sbandamento</li>
<li>paura di impazzire</li>
<li>paura di morire</li>
<li>brividi o vampate di calore</li>
</ul>
<p>Gli attacchi di panico si manifestano in modo improvviso possiamo definirli come &#8220;un fulmine a ciel sereno&#8221;. Dopo il primo attacco di panico in genere si ha la preoccupazione persistente di averne altri (<strong>ansia anticipatoria</strong>) e da qui si innescano una serie di strategie per evitare situazioni considerate a rischio finendo per andare a ledere la <strong>libertà personale</strong> e il proprio senso di autoefficacia. Sono invalidanti per la persona che ne soffre.</p>
<p><strong>Quando può verificarsi il primo attacco di panico?</strong></p>
<p>Ci sono degli eventi che possono essere considerati terreno fertile per l&#8217;innescarsi di un attacco di panico. In seguito ad una<strong> perdita </strong>affettiva come ad esempio la fine di una relazione d&#8217;amore, la morte di un proprio caro, un aborto, un divorzio, un trasferimento.</p>
<p><strong>&#8220;Come mai è successo a proprio a me? La mia vita è perfetta a parte gli attacchi di panico&#8221;</strong></p>
<p>Gli attacchi di panico non avvengono mai a caso ma sono ben inseriti nella storia di chi ne soffre, hanno un <strong>significato profondo</strong> che ha solo bisogno di essere ascoltato.</p>
<p>Non sono come una gramigna in un prato di fiori ma sono eventi che esprimono una energia soffocata, una parte di noi che è stata da troppo tempo compressa ed accantonata. Sono messaggi che chiedono  prepotentemente di essere visti. Il dr. G.Francesetti parla degli  attacchi di panico come &#8220;attacchi acuti di solitudine&#8221;.</p>
<p>Liberarsi dagli attacchi di panico vuol dire ricontattare se stessi,<strong> imparare ad ascoltarsi</strong>, maturare una più profonda consapevolezza di noi e della nostra vita dando voce ad emozioni dapprima messe a tacere. Superare gli attacchi di panico vuol dire sentirci più in completo contatto con la nostra intimità proprio perchè sono emersi aspetti sottaciuti come ad esempio quelli drammatici legati ad un lutto.</p>
<p><em>immagine presa da somaticamente.com</em><a href="https://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2011/05/libertà.jpg"></a></p>
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