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	<title>Dott.ssa Rossella Chiusolo - Psicologa, Aprilia, Albano &#187; autostima</title>
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	<description>Psicologa Aprilia Albano</description>
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		<title>Tu ed Io: come comunicare?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 12:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Articolo tratto dalla mia intervista su RadioLuna 94.00 &#8220;In principio tu ti sederai un pò lontano da me. Io ti guarderò con la coda dell&#8217;occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi&#8221;. Dal dialogo tra la volpe e il piccolo principe, dal libro &#8220;Il piccolo principe&#8221;di Antoine De Saint-Exupery &#160; Comunicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Articolo tratto dalla mia <strong>intervista</strong> su <strong>RadioLuna</strong> 94.00</p>
<p><em>&#8220;In principio tu ti sederai un pò lontano da me. Io ti guarderò con la coda dell&#8217;occhio e tu non dirai nulla.</em></p>
<p><em> Le parole sono una fonte di malintesi&#8221;.</em></p>
<p>Dal dialogo tra la volpe e il piccolo principe, dal libro &#8220;Il piccolo principe&#8221;di Antoine De Saint-Exupery</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Comunicare</strong> è un&#8217;arte. Come tale ci sono strategie che si possono apprendere. La capacità di parlare in modo chiaro ed efficace viene richiesta in ogni campo del quotidiano. Tale abilità ci permette di tessere <strong>relazioni</strong> soddisfacenti nel lavoro, nell&#8217;amicizia e nella <strong>coppia</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>assertività </strong>è appunto la capacità di esprimersi in modo chiaro ed efficace tenendo conto dei propri valori ma anche della persona che abbiamo di fronte. L&#8217;assertività è dunque legata ad una buona <strong>stima</strong> di sè e alla capacità di ascolto. All&#8217;interno della <strong>coppia </strong>si dà per scontato che l&#8217;altro ci conosca così bene da non aver bisogno di un confronto o di esplicitare ciò di cui necessitiamo. Niente di più sbagliato!</p>
<p>Teniamo sempre presente che la persona che abbiamo di fronte è altro da noi. Ha esperienze diverse, un bagaglio culturale altro, una famiglia differente e, quindi, anche se ci ama, non è detto che intuisca ciò che ci aspettiamo. Così si innesca il circolo vizioso della frustrazione dove in genere la donna colpevolizza l&#8217;uomo delle sue mancanze e lui si ritira nella &#8220;caverna&#8221;dell&#8217;indifferenza e della critica. Come scrive il terapeuta John Gray, nel libro &#8220;Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere&#8221;, uomini e donne hanno modi diversi di <strong>comunicare, </strong>percepire, sentire e dialogare. Accettare questa differenza di base vuol dire rilassarsi e non vedere l&#8217;altro come nemico bensì come un alleato con aspetti differenti da noi.</p>
<p>Ci sono dei punti cardine nella <strong>comunicazione efficace </strong>che possono aiutarci ad avvicinare l&#8217;altro:</p>
<p>-Evitare di mettere etichette e di generalizzare con frasi del tipo &#8220;Sei sempre il solito!&#8221;;</p>
<p>- Descrivere ciò che si vede partendo dal <strong>qui ed ora;</strong></p>
<p>-Partire da ciò che si sente e dai propri sentimenti;</p>
<p>-Fare <strong>richieste chiare</strong> senza dare nulla per scontato;</p>
<p>-Imparare a dire di <strong>no;</strong></p>
<p>-Fare apprezzamenti;</p>
<p>-Avere un atteggiamento <strong>costruttivo;</strong></p>
<p>-<strong>Accettare</strong> l&#8217;altro per ciò che è.</p>
<p>Se è vero che le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte è anche vero che ci si può incontrare su un terreno fertile chiamato <strong>Amore </strong>con l&#8217;aiuto di un codice comune che altro non è che la tecnica della comunicazione efficace e l&#8217;<strong>ascolto</strong> autentico.</p>
<p>A volte in <strong>terapia</strong> arrivano <strong>coppie</strong> piene di amore ma anche di astio e frustrazione per via di incomprensioni, vecchi rancori e non detti. Saper parlare con il proprio compagno/a è uno strumento essenziale nella vita di coppia, apre i cuori e permette di incontrare l&#8217;altro.</p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo psicologo e gli adolescenti di oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 09:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[autolesionismo]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Questo articolo racchiude la mia esperienza come psicologa dello sportello d’ascolto con i ragazzi del liceo Ettore Majorana di Latina. Nello scriverlo ho pensato di ripercorrere le domande che da loro mi sono state sollevate. “A cosa serve lo psicologo?” Parlando a livello popolare, lo psicologo viene associato a situazioni limite o meglio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span><span>Questo articolo racchiude la mia esperienza come psicologa dello sportello d’ascolto con i ragazzi del<strong> liceo</strong> Ettore <strong>Majorana</strong> di Latina.</span></span></p>
<p><span><span> Nello scriverlo ho pensato di ripercorrere le domande che da loro mi sono state sollevate.</span></span></p>
<p>“<span><span><strong>A cosa serve lo psicologo</strong></span></span><span><span>?” Parlando a livello popolare, lo psicologo viene associato a situazioni limite o meglio a casi gravi di difficoltà psicologica o a “pazzia”. Facendo il giro di presentazione nelle classi per sensibilizzare a questa figura, gli studenti si sono mostrati curiosi e collaborativi. Gli incontri con i ragazzi sono stati generalmente momenti di <strong>confronto</strong> dove si sono aperti con le loro insicurezze e perplessità tipiche dell’età adolescenziale.</span></span></p>
<p>“<span><span>Ma allora </span></span><span><span><strong>perché rivolgersi ad uno psicologo</strong></span></span><span><span>?” Sicuramente perché è una <strong>risorsa</strong>. Aiuta a scoprire dentro di noi potenzialità e aspetti che non immaginavamo di avere, aiuta a trovare un orientamento nelle situazioni confuse ed è un valido supporto per le situazioni che viviamo nel quotidiano. La cosa bella che mi capita di constatare è l’entusiasmo e la creatività che questi ragazzi hanno e che a volte va solo un po’ stimolata.</span></span></p>
<p><span><span>I motivi per cui mi hanno consultata sono stati generalmente legati all’</span></span><span><span><strong>ansia</strong></span></span><span><span>, ad un bassa </span></span><span><span><strong>autostima</strong></span></span><span><span> o a </span></span><span><span><strong>difficoltà relazionali</strong></span></span><span><span> con il gruppo dei pari o a difficoltà comunicative con i genitori. Spesso dietro il <strong>disagio scolastico</strong> o dietro un sintomo (ad esempio squilibri alimentari, attacchi di ansia o gesti autolesionistici come il <strong>cutting</strong>) , si nasconde una richiesta di aiuto.</span></span></p>
<p><span><span>Emerge una profonda<strong> fragilità</strong>, in parte tipica dell’età, in parte sottolineata dall’uso smodato dei <strong>social network</strong>. Questi nuovi modi di comunicare creano una competizione sfrenata dove si testa il proprio valore ( e di conseguenza la propria stima di sé) in base ai “mi piace” ottenuti e gli adolescenti in questo sono esposti ad un mare magnum di giudizi  senza difese.</span></span></p>
<p><span><span>Si è perso il contatto diretto e la comunicazione personale tra i ragazzi, molto si basa su ciò che appare.</span></span></p>
<p><span><span>Rispetto a ciò che mi raccontano ormai gli scambi avvengono per lo più su whatsapp, meccanismo che non fa altro che inclinare i rapporti di amicizia che come mai in questa fase evolutiva sono fondamentali.</span></span></p>
<p><span><span>L’adolescente di oggi si sente <strong>solo</strong>.</span></span></p>
<p><span><span> In questo l’incontro con lo psicologo è un momento per ascoltarsi e condividere esperienze di vita.</span></span></p>
<p><span><span><br />
</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span><span>immagine presa da educare.it</span></span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Maggio di Informazione Psicologica 2014</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 15:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche quest anno lo staff del MIP (Maggio di Informazione Psicologica) si sta attivando per promuovere la cultura del benessere psicologico in tutta Italia tramite la collaborazione di psicologi e psicoterapeuti aderenti all&#8217;iniziativa. Per tutto il mese di maggio saranno attivi seminari gratuiti su argomenti inerenti la psicologia. Per informazioni puoi consultare il sito www.psicologimip.it Il programma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2014/01/BANNERMIP003.jpg"><img title="BANNERMIP003" class="alignleft size-full wp-image-613" src="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2014/01/BANNERMIP003.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>Anche quest anno lo staff del <strong>MIP</strong> (Maggio di Informazione Psicologica) si sta attivando per promuovere la cultura del benessere psicologico in tutta Italia tramite la collaborazione di <strong>psicologi</strong> e <strong>psicoterapeuti</strong> aderenti all&#8217;iniziativa.</p>
<p>Per tutto il mese di <strong>maggio</strong> saranno attivi seminari gratuiti su argomenti inerenti la psicologia. Per informazioni puoi consultare il sito <a href="http://www.psicologimip.it">www.psicologimip.it</a> Il programma dei seminari previsti è ancora in fase di stesura per cui puoi esprimere la tua preferenza per un tema di psicologia che ti piacerebbe venisse trattato in un seminario organizzato nella tua provincia.</p>
<p>I temi proposti nelle passate edizioni sono stati molti: le dinamiche di coppia, il rapporto genitori-figli, l&#8217;autostima, problematiche legate all&#8217;ansia&#8230;</p>
<p>In una società in crisi sono sempre di più le persone che soffrono di un disagio psichico. Di fronte a questi nuovi problemi la psicologia sta studiando nuovi modi per fare <strong>prevenzione</strong> e rispondere alla sofferenza psichica. Gli psicologi del MIP sono stati tra i primi a muoversi in tal senso avvicinando la psicologia e la psicoterapia ai cittadini.</p>
<p>Le cifre del disagio in Italia:</p>
<p>-10 milioni di italiani, tra i 18 e i 65 anni, soffrono di disturbi di natura psicologica;</p>
<p>-5 milioni quelli affetti da depressione;</p>
<p>-20 milioni quelli che nel 2025, se non si ricorrerà ai ripari, saranno obesi;</p>
<p>-nel 2020 la depressione rappresenterà la seconda causa di morte e disabilità nel mondo.</p>
<p>Il MIP vuole essere una campagna nazionale di prevenzione del disagio psichico.</p>
<p>Nasce nel 2008 da una iniziativa di Psycommunity, comunità virtuale di psicologi e psicoterapeuti, e da allora persegue gli obiettivi di diffondere un&#8217;adeguata cultura del benessere psicologico, facilitare l&#8217;incontro con psicologi e psicoterapeuti, divulgare corrette informazioni, sfatare pregiudizi sulla figura dello psicologo, incoraggiare e promuovere la cultura del benessere psicologico in Italia, fare chiarezza sulla professionalità dello psicologo e dello psicoterapeuta.</p>
<p>Gli psicologi e psicoterapeuti del MIP si impegnano al fine di consentire a tutti la possibilità di prendersi cura della propria salute psichica e di intravedere una possibile via di uscita lì dove situazioni particolari di vita ci fanno sentire senza chance.</p>
<p>In tal senso questa campagna di sensibilizzazione va vistacome una <strong>opportunità</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Autostima al femminile: incontri di gruppo per migliorare l&#8217;autostima</title>
		<link>https://www.psicologa-aprilia-albano.com/2013/09/autostima-al-femminile-incontri-di-gruppo-per-migliorare-lautostima/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 10:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
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		<category><![CDATA[incontri di gruppo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Autostima al femminile Laboratorio esperienziale condotto dalla dr.ssa Rosa Attollino e dr.ssa Rossella Chiusolo psicoterapeute &#160; L&#8217;autostima vive e si nutre nella relazione L&#8217;autostima è il proprio modo di vedere se stessi e se stessi nelle relazioni con gli altri. Si costruisce e si modifica sulla base delle caratteristiche individuali, sul modo in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Autostima al femminile</strong></p>
<p>Laboratorio esperienziale condotto dalla dr.ssa Rosa Attollino e dr.ssa Rossella Chiusolo psicoterapeute</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;<strong>autostima</strong> vive e si nutre nella relazione</p>
<p>L&#8217;autostima è il proprio modo di vedere se stessi e se stessi nelle <strong>relazioni</strong> con gli altri.</p>
<p>Si costruisce e si modifica sulla base delle caratteristiche individuali, sul modo in cui l&#8217;alternarsi di successi e fallimenti è stato interiorizzato nei diversi momenti della nostra <strong>vita</strong> e si modella in rapporto all&#8217;immagine che ci rimandano gli altri, alle loro valutazioni più o meno comprensive e incoraggianti.</p>
<p>Le relazioni con le figure significative ci segnano nel nostro stile relazionale, ma attraverso questi incontri di gruppo scopriremo insieme come è possibile cambiare rotta mobilitando il senso del proprio potere personale, riconoscendo la <strong>forza</strong> interiore che sostiene la propria originalità, fronteggiando senza deleghe le scelte verso il <strong>cambiamento</strong>.</p>
<p>La<strong> fragilità</strong>, il coraggio, la disobbedienza così come l&#8217;aggressività, intesa come la capacità di vincere la vita, sono caratteristiche alla portata di tutte.</p>
<p>Si può essere leader e eroine nel quotidiano.</p>
<p>Gli incontri si terranno il giovedì dalle 18 alle 19.30 per tutto il mese di ottobre a partire da giovedì 3 ottobre.</p>
<p>Sede: Viale trastevere n 6, <strong>Roma </strong></p>
<p>Per info e prenotazione puoi scrivere a <a href="mailto:attollino.rosa@libero.it">attollino.rosa@libero.it</a> ; <a href="mailto:r.chiusolo@gmail.com">r.chiusolo@gmail.com</a> o chiamare la dr.ssa Attollino al 392 45 86 210 o contattare me</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera-Mente:quando letteratura e psicologia si incontrano</title>
		<link>https://www.psicologa-aprilia-albano.com/2013/05/lettera-mentequando-letteratura-e-psicologia-si-incontrano-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura e psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta per ripartire “Lettera-mente”: un ciclo di incontri nato dall’idea di Rossella Chiusolo e Antonella D’Annibale, ex compagne di liceo che hanno deciso di unire le loro professionalità per creare momenti di riflessione e confronto aperti a tutti. L’iniziativa nasce anche ispirandosi al lavoro svolto dal centro studi di psicologia e letteratura, fondato il 30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2013/05/ross.jpg"></a><a href="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2013/05/letteramente-2013.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-591" title="letteramente 2013" src="http://www.psicologa-aprilia-albano.com/wp-content/uploads/2013/05/letteramente-2013-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Sta per ripartire “Lettera-mente”: un ciclo di incontri nato dall’idea di Rossella<br />
Chiusolo e Antonella D’Annibale, ex compagne di liceo che hanno deciso di unire<br />
le loro professionalità per creare momenti di riflessione e confronto aperti a<br />
tutti. L’iniziativa nasce anche ispirandosi al lavoro svolto dal centro studi di<br />
psicologia e letteratura, fondato il 30 ottobre 1992 da Aldo Carotenuto e da un<br />
gruppo di psicologi, psicoterapeuti, medici e cultori di psicologia e<br />
letteratura per promuovere iniziative culturali volte a individuare i nessi tra<br />
psicologia, psicoterapia e mondo della creazione artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le storie di<br />
personaggi di romanzi e racconti della letteratura e la lettura di componimenti<br />
poetici da parte di Antonella D’Annibale, laureata alla Sapienza in<br />
“Letteratura. Studi italiani ed europei”, forniranno lo spunto per affrontare<br />
tematiche psicologiche relative al tema delle<strong> relazioni affettive </strong>da parte di<br />
Rossella Chiusolo, psicologa e psicoterapeuta, laureata alla Sapienza in “Psicologia clinica” e<br />
specializzata in “Psicoterapia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall<strong>&#8216;autostima</strong>, al <strong>narcisismo</strong>, all&#8217;<strong>amore sano</strong>; dal Malvolio di Shakespeare alle poesie di Neruda,<br />
quattro saranno gli appuntamenti di “Lettera-mente”, a partire da<br />
giovedì 13 giugno, dalle ore 18.30, presso la sala conferenze del comitato di<br />
quartiere Aprilia Nord (via Veneto, 2). Gli altri appuntamenti si terranno il<br />
20 giugno e il 4 e il 18 luglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso libero</p>
<p style="text-align: justify;">Per<br />
ricevere maggiori informazioni puoi rivolgerti ad uno dei seguenti indirizzi e-mail:<br />
r.chiusolo@gmail.it oppure <a href="mailto:antonella_dannibale@virgilio.it">antonella_dannibale@virgilio.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Si ringraziano fin da subito coloro che<br />
prenderanno parte a questa iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Luogo: Sala Conferenze (Comitato Aprilia Nord) via Veneto, 2 &#8211; Aprilia</p>
<p style="text-align: justify;">Orario 18.30-20.00</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Calendario incontri </strong></p>
<p style="text-align: justify;">giovedì 13 giugno  Autostima: l&#8217;arte di volersi bene.(W.Dyer le vostre zone erronee)</p>
<p>giovedì 20 giugno Narcisismo: perché le donne amano i narcisi?(dal mito di Narciso al Malvolio di Shakespeare)</p>
<p>giovedì 4 luglio Sogno. Tra sogno e realtà, il ruolo dei sogni nella nostra vita( sogno di una notte di mezza estate w. Shakespeare)</p>
<p>giovedì 18 luglio Amore. Si può amare da morire ma morire d&#8217;amore no.( poesie Neruda)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La psicoterapia:un percorso alla scoperta di Sè</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 12:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[In giro mi è capitato di leggere svilenti annunci di psicologi che promettono di concludere una psicoterapia nel giro di due tre incontri andando così a sminuire l&#8217;importanza e la serietà di quella che è una psicoterapia approfittandosi della sofferenza e dell&#8217;ignoranza che i più hanno sull&#8217;argomento. Ovviamente se io vado in giro a dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In giro mi è capitato di leggere svilenti annunci di psicologi che promettono di concludere una psicoterapia nel giro di due tre incontri andando così a sminuire l&#8217;<strong>importanza</strong> e la <strong>serietà</strong> di quella che è una <strong>psicoterapia</strong> approfittandosi della sofferenza e dell&#8217;ignoranza che i più hanno sull&#8217;argomento. Ovviamente se io vado in giro a dire e promettere che in un pugno di sedute di psicoterapia risolvo tutte le problematiche, non solo creo un danno all&#8217;altro ma vado a minare la <strong>fiducia</strong> nella professione e nella possibilità di stare bene.</p>
<p>Ognuno di noi si è costruito nel corso della propria vita una serie di modalità di <strong>vivere</strong>, di entrare in relazione, di conoscere il mondo. Queste modalità di stare al mondo  sono state edificate nel giro di molti anni, sono state le soluzioni migliori che siamo riusciti a mettere in pratica e per noi rappresentano una sicurezza ed un&#8217;etichetta dietro cui si nasconde però molto altro. Quando questi modi di vivere perdono la loro funzione adattiva, iniziamo ad avvertire un <strong>disagio</strong>.</p>
<p>Ad esempio posso cominciare a soffrire d&#8217;ansia oppure posso iniziare ad avere una serie di problemi fisici con causa psicologica ( gastrite, mal di testa..) Queste difficoltà non sono altro che il segnale che ho bisogno di cambiare qualcosa nella mia vita, non perchè sono sbagliato o c&#8217;è qualcosa che non va in me, semplicemente perchè quelle modalità di vivere che finora sono state buone per me sono diventate disadattive. Ad esempio fino a 40 anni posso aver costruito relazioni intorno a me in cui io sono la vittima e l&#8217;altro il carnefice, può darsi che di buon grado abbia accettato di avere un compagno violento che mi tratta come una nullità perchè effettivamente ho sempre  avuto la <strong>percezione</strong> di non valere niente come persona.</p>
<p>Se un giorno faccio un incontro particolare o sono appagata nel lavoro l&#8217;idea che ho di me inizia a cambiare e sento di non essere poi così mediocre come persona. Può succedere allora che inizio a soffrire di mal di testa ogni volta che torno a casa e non ne capisco il motivo. In questo caso il mal di testa diventa simbolo di una situazione che per me è diventata nociva e che dentro di me vorrei cambiare.</p>
<p>Il <strong>cambiamento</strong> fa spesso <strong>paura</strong> e paradossalmente si preferisce rimanere in una situazione totalmente negativa ma conosciuta piuttosto che attuare un cambiamento. Questa paura è normale proprio perchè abbiamo impiegato una vita a costruire le nostre &#8220;certezze&#8221; e metterle in discussione ci spaventa. Tornando all&#8217;esempio della signora posso preferire di rimanere con un compagno violento piuttosto che lasciarlo e quindi imbottirmi di farmaci per il mal di testa o cercare qualche sedicente psicologo che mi prometta di risolvere il mio mal di testa in 2 sedute senza cambiare nulla intorno a me. E&#8217; una presa in giro!</p>
<p>La psicoterapia, al contrario, è un percorso, più o meno lungo, che porta ad una sorta di <strong>rinascita</strong> perchè la persona scopre moltissime nuove cose di sè, cose che prima ignorava, scopre di saper fare molte cose, molte più cose di quelle che immaginava di poter fare.</p>
<p>Ognuno di noi nasce con la <strong>capacità di vincere </strong>la vita e dunque ognuno ha un suo proprio irripetibile potenziale di possibilità e di limiti.</p>
<p>In questa prospettiva la psicoterapia diventa un <strong>investimento</strong> su di sè.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>immagine lifestyle.tiscali.it</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La dipendenza affettiva: quando amare diventa un tormento</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 10:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore patologico]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama se stessa tanto da non voler più soffrire.&#8221; R.Norwood L&#8217;amore insano, quello che genera sofferenza, caratterizzato da una costante assenza di reciprocità nella relazione di coppia dove uno dei due partner ricopre il ruolo di &#8220;donatore, bisognoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, </em><em>voglio essere una donna che ama se stessa tanto da non voler più soffrire.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>R.Norwood</em></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;<strong>amore</strong> insano, quello che genera sofferenza, caratterizzato da una costante assenza di reciprocità nella<strong> relazione </strong>di coppia dove uno dei due partner ricopre il ruolo di &#8220;donatore, bisognoso d&#8217;amore&#8221; mentre l&#8217;altro di &#8220;fuggitivo&#8221; delinea lo sfondo sul quale si dipana la <strong>dipendenza affettiva</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">La dipendenza affettiva o Love Addiction è una delle nuove dipendenze che inizia a porsi nello scenario della nostra società; a differenza delle dipendenze classiche non si dipende da una sostanza ma da un&#8217;altra persona.  Le caratteristiche sono:</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;">ebbrezza: quando si è con il partner si prova piacere, sensazione che non si manifesta in altre relazioni o quando si è soli;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left;">tolleranza: bisogno di vedere il partner in quantità sempre maggiori;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left;">astinenza: l&#8217;assenza del partner causa disagio e malessere in quanto unica fonte di gratificazione;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left;">paura: terrore dell&#8217;abbandono e di perdere la persona amata.</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Alcune di queste caratteristiche sono funzionali nella prima fase del ciclo di vita di una coppia, durante la fase dell&#8217;innamoramento si tende a voler passare il più tempo possibile con la persona amata e a voler fondersi con essa. Queste dinamiche divengono patologiche quando si cronicizzano nel tempo e causano <strong>malessere nella coppia </strong>e nella vita di ognuno dei partner.</p>
<p style="text-align: left;">I <strong>dipendenti affettivi</strong>, solitamente donne, vedono nel partner un salvatore, sono talmente immersi nell&#8217;altro a tal punto che la loro felicità dipende esclusivamente dal compagno. Vivono per e nell&#8217;altro arrivando a ridurre la propria autonomia personale, la propria vita sociale e i propri interessi unicamente focalizzati sulla vita con il compagno. Questo modo di comportarsi è stato appreso nella propria famiglia d&#8217;origine dove spesso i genitori sono stati emotivamente assenti per questi bambini o perchè presi da preoccupazioni personali o dai litigi con il proprio compagno. Le persone con uno stile relazionale dipendente ricercano dei partner che facciano rivivere loro i tormenti affettivi vissuti in famiglia quando cercavano di essere amabili e bravi per ricevere le attenzioni dei genitori.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;<strong>ossessione</strong> verso il partner serve per distrarsi dal proprio<strong> vuoto affettivo</strong>, dalla propria <strong>paura</strong>, dal proprio dolore; la relazione diviene una <strong>droga</strong> per non provare quello che si sentirebbe  se si fosse presi da se stessi. Molte donne commettono lo sbaglio di ricercare un uomo d&#8217;amare senza prima essersi soffermate su stesse: la ricerca è importante che inizi all&#8217;interno di sè.<strong> Nessuno ti amerà mai abbastanza se per prima non ti ami e ti rispetti tu</strong>.  Si passa così da una relazione instabile all&#8217;altra, e quando si trova un uomo che oltre all&#8217;attrazione prova amore e affetto si scappa o si cerca di farlo fuggire.</p>
<p style="text-align: left;">Per iniziare a guarire da una dipendenza affettiva bisogna ricostruire la propria <strong>autostima</strong>, la propria autonomia concentrando le proprie energie su se stessi. Inizia ad affrontare i tuoi sentimenti e ad  assumere la responsabilità delle tue azioni.</p>
<p style="text-align: left;">La ragione della tua vita sei tu, e non c&#8217;è bisogno che la ricerchi al di fuori.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il viaggio di un sogno</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 10:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
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		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221; Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi: devi vederle con il cuore e questo non è facile &#8221;. Al ritorno dalle vacanze ho scelto di leggere un libro che potesse continuare a farmi vivere momenti di relax e leggerezzza. Avevo sentito parlare di questo autore, Sergio Bambarèn, poeta dell&#8217;anima. Così ho iniziato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>&#8221; Ci sono cose che non puoi vedere con gli occhi: devi vederle con il cuore e questo non è facile &#8221;. </strong></em></p>
<p>Al ritorno dalle vacanze ho scelto di leggere un libro che potesse continuare a farmi vivere momenti di relax e leggerezzza. Avevo sentito parlare di questo autore, <strong>Sergio Bambarèn</strong>, poeta dell&#8217;anima. Così ho iniziato a leggere il suo primo libro &#8220;<strong>Il delfino</strong>&#8220;. E&#8217; un romanzo breve di 80 pagine, il genere che preferisco soprattutto per parlare di emozioni, sentimenti e viaggi del cuore, non mi piace uno stile con troppi giri di parole, un linguaggio che non è quello del cuore. Il cuore utilizza emozioni, frasi d&#8217;impatto.</p>
<p>Il protagonista del libro è Daniel Alexander Dolphin, un delfino che decide di lasciare gli amici per inseguire un <strong>sogno</strong>, trovare l&#8217;onda perfetta. Daniel si era reso conto che i delfini non facevano altro che pescare dall&#8217;alba al tramonto, non avendo più tempo per fare altro finivano di vivere per pescare invece di pescare per vivere. Daniel inizia così a viaggiare per l&#8217;oceano, su e giù per le onde scordandosi a volte anche di mangiare. Ogni tanto si sentiva un pò solo ma in cuor suo sapeva di aver preso la decisione giusta. Le decisioni, anche se a volte difficili, sono un modo per definire il nostro percorso e<strong> diventare ciò che vogliamo</strong>. Nel suo viaggio alla ricerca dell&#8217;onda perfetta incontra così momenti di tristezza e paura ma la saggia voce del mare gli ricorda che non si può vivere appieno la felicità se prima non si è sentita la propria tristezza. Durante il percorso conosce altri amici che come lui inseguono un sogno, scopre così di non essere il solo. La saggezza del cuore lo guida nel suo viaggio, sente che quando sta per abbattersi è importante che si ricordi chi è e ricordi il suo sogno. Al tramonto del 40° giorno di viaggio incontra una dopo l&#8217;altra onde di una bellezza straordinaria: le onde perfette. Daniel si riempì di gioia, felice della scoperta si perse a scivolare tra le onde fino a che un giorno sentì il desiderio di condividere la bellezza della sua scoperta con gli amici delfini. Spiegò così ai suoi amici come aveva imparato a capire dove andare ascoltando la<strong> voce del suo cuore</strong>.</p>
<p>Daniel Alexander Dolphin visse a lungo e felice continuando a viaggiare alla scoperta di nuovi mondi, consapevole di ogni momento sempre ispirato da un sogno.</p>
<p><strong><em>&#8221; Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento di inseguire i propri sogni&#8221;.</em></strong></p>
<p>Libro &#8220;Il delfino&#8221; di Sergio Bambaren. Sperling &amp; Kupfer Editori</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>La paura dell&#8217;abbandono</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 17:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[paura abbandono]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Abandon&#8221; film del 2002 diretto da Stephen Gaghan tratteggia il profilo di una studentessa Catherine Burke ossessionata dalla paura dell&#8217;abbandono. Catherine, laureanda in un prestigioso college, ha subito un precoce abbandono da parte del padre che ha condizionato il suo modo di vivere le relazioni sentimentali. Il film si incentra sulla misteriosa scomparsa del suo ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Abandon</strong>&#8221; film del 2002 diretto da Stephen Gaghan tratteggia il profilo di una studentessa Catherine Burke ossessionata dalla paura dell&#8217;abbandono. Catherine, laureanda in un prestigioso college, ha subito un precoce abbandono da parte del padre che ha condizionato il suo modo di vivere le relazioni sentimentali. Il film si incentra sulla misteriosa scomparsa del suo ex ragazzo Embry. Un triller psicologico basato sul tema dell&#8217;<strong>abbandono</strong> che la protagonista del film non è mai stata in grado di elaborare e che ha profondamente inciso sullo sviluppo della sua personalità.</p>
<p>Non in modo così estremo e drammatico ma ad ognuno di noi nella propria vita sarà capitato di confrontarsi con la <strong>paura della separazione </strong>o dell&#8217;abbandono dalla persona oggetto del nostro amore. La paura della separazione è quasi fisiologica all&#8217;inizio di una storia sentimentale quando si vorrebbe passare il maggior tempo possibile con il proprio partner e ci si augura che sia sempre tutto così stupendo e non finisca mai l&#8217;amore. Questa paura inizia ad essere &#8220;preoccupante&#8221; quando diventa un pensiero fisso e inizia a condizionare il resto delle nostre attività come il lavoro o lo studio. Si reagisce con rabbia o paura ad ogni minimo allontanamento del partner, ad ogni telefonata mancata; il silenzio e l&#8217;assenza, seppur momentanei, non sono tollerati.</p>
<p>Chi vive nella paura dell&#8217;abbandono perde completamente potere sulla propria vita, perde se stesso perchè troppo impegnato a controllare l&#8217;altro e ad essere &#8220;bello e bravo&#8221; per l&#8217;altro nel vano tentativo di evitare un abbandono. Si diventa come una barca in balia della tempesta, si perde completamente il timone della propria imbarcazione sommersi dalle onde della paura. L&#8217;interesse è focalizzato esclusivamente sull&#8217;Altro. E&#8217; come se la propria <strong>esistenza</strong> fosse legata alla presenza dell&#8217;<strong>Altro</strong>. Ci si scorda completamente di se stessi indaffarati alla ricerca di tracce dell&#8217;Altro: cosa sta facendo, c0n chi esce, cosa scrive su Facebook, con chi parla&#8230;Quello che si ottiene in questo modo è proprio quello che si tenta di evitare: l&#8217;allontanamento del partner che si sentirà soffocato.</p>
<p>Come mai si soffre di questa paura?</p>
<p>In genere convive con questa paura chi non ha una buona <strong>stima</strong> di sè, chi da piccolo ha subito dei presunti o reali abbandoni dalle principali figure di attaccamento, chi non ha sviluppato un attaccamento sicuro nei primi anni di vita chi cioè non ha sperimentato nella relazione con la madre (o con chi ne ha fatto le veci) una relazione basata sulla protezione, sulla fiducia, sulla condivisione emotiva, sull&#8217;amore. Chi ha una <strong>base sicura </strong>è in grado di gestire le separazioni, fiducioso nelle proprie potenzialità, è in grado di elaborarle, sa come si fa perchè ha imparato a farlo nel rapporto sicuro con la mamma. Chi non ha avuto la fortuna di vivere un&#8217;esperienza d&#8217;amore sicura e protettiva nella propria infanzia non è segnato a vita ma ha comunque la possibilità di instaurare d&#8217;adulto delle relazioni significative buone e nutrienti. La psicoterapia è un esempio di una relazione significativa sana dove si va a riparare la ferita causata da un&#8217;esperienza sofferente con le proprie figure d&#8217;attaccamento nell&#8217;infanzia.</p>
<p>Cosa può fare nell&#8217;immediato chi soffre della paura dell&#8217;abbandono?</p>
<p>Innanzitutto rispostare le proprie attenzioni ed energie su di sè, sulla propira <strong>vita</strong> e sulla propria esistenza riprendendo le proprie amicizie ed i propri interessi. Si è talmente preoccupati dall&#8217;abbandono da parte dell&#8217;Altro che non ci si rende conto che siamo stati proprio noi i primi ad abbandonarci quando abbiamo scelto di inseguire l&#8217;altro!</p>
<p><em>immagine fotosearch.it</em></p>
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		<title>L&#8217;amore cieco dei non amati</title>
		<link>https://www.psicologa-aprilia-albano.com/2012/05/lamore-cieco-dei-non-amati/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 21:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[amore cieco]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è ciechi quando si continua a stare in una relazione che porta alla distruzione, alla sofferenza, alla sepoltura del proprio essere. Questo non è amore. E&#8217; altro. Ossessione, dipendenza, chiamalo come preferisci. L&#8217;amore è libertà, espansione del proprio sè, unione e realizzazione personale e nella coppia. Se ti senti annichilito, se sei felice in minore quantità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è ciechi quando si continua a stare in una <strong>relazione</strong> che porta alla distruzione, alla sofferenza, alla sepoltura del proprio essere. Questo non è amore. E&#8217; altro. Ossessione, dipendenza, chiamalo come preferisci. L&#8217;<strong>amore</strong> è libertà, espansione del proprio sè, unione e realizzazione personale e nella coppia. Se ti senti annichilito, se sei felice in minore quantità di quanto sei triste sei intrappolato in una storia che non è amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>amore cieco </strong>intendo l&#8217;essere in una relazione evidentemente distruttiva in modo spesso inconsapevole e disperato senza la capacità di intravedere un&#8217;altra possibilità per la tua vita. Si è ciechi quando si vede solo il proprio partner e si vive per lui, annullandosi completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo ad esempio di una ragazza che quando le chiedevo cosa amasse del proprio compagno mi rispondeva dicendo &#8220;per me è il mio ossigeno, non so dire altro&#8221;. Una risposta non ancorata alla realtà, dove la Persona perde la propria essenza e le proprie <strong>potenzialità</strong>, insite in ogni essere umano, per sopravvivere all&#8217;ombra di qualcun altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso in chi è intrappolato in questo genere di storie ci sono due spinte: una che dice che non è amore e un&#8217;altra che dice che sicuramente deve essere amore e che prima o poi il proprio partner se ne renderà conto e cambierà. In seno a questa speranza si perdono spesso svariati anni. Il problema è che nessuno cambia soprattutto se non è lui stesso a volerlo, non si cambia perchè qualcun altro lo pretende.</p>
<p style="text-align: justify;">La fiamma di queste storie di &#8220;non amore&#8221; è proprio il <strong>rifiuto</strong>. Alcune persone appassionano tanto e ci struggono tanto proprio perchè sentiamo, anche se a livello sotterraneo, lo spettro di un vicino rifiuto. Per rifiuto intendo non solo l&#8217;essere respinti ma anche umiliati, non accettati come persone e maltrattati. Chi è accecato non è consapevole di questo meccanismo e spera che prima o poi chi la rifiuta rinsavisca e si riveli innamorato e redento. In questa vana attesa nel frattempo si è spariti come Persone.</p>
<p style="text-align: justify;">In modo inconsapevole si va a riproporre un antico copione in cui la persona che oggi è rifiutata(respinta, maltrattata) è stata dapprima un bambino non amato: i genitori sono stati assenti o iperprotettivi e controllanti o in alcuni casi abusanti. Nella ricerca di amori attuali tormentati, il non amato, oggi adulto, non fa altro che ripercorrere l&#8217;antico copione vissuto con i genitori, l&#8217;antico dolore per non essere stato amato con la speranza di sanare questa antica <strong>ferita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vuole molto coraggio e molta forza per porre fine a storie tormentate di questo tipo. Da bambina/o non avevi scelta, oggi ce l&#8217;hai e <strong>puoi scegliere </strong>di amare te stesso.</p>
<p><em>immagine presa da blog.libero.it</em></p>
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