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	<title>Dott.ssa Rossella Chiusolo - Psicologa, Aprilia, Albano &#187; malattia psicosomatica</title>
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	<description>Psicologa Aprilia Albano</description>
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		<title>Al di là della paura</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 17:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[malattia psicosomatica]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[vuoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ispirata dal mese di Novembre e dall&#8217;aria che in questi giorni si respira (vuoto, silenzio), ho scelto di affrontare un tema su cui ho sempre pensato di scrivere ma che poi per la complessità dell&#8217;argomento e per la sua portata emotiva ho evitato. Sto parlando della depressione. Il termine stesso sta ad indicare una mancanza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ispirata dal mese di Novembre e dall&#8217;aria che in questi giorni si respira (vuoto, silenzio), ho scelto di affrontare un tema su cui ho sempre pensato di scrivere ma che poi per la complessità dell&#8217;argomento e per la sua portata emotiva ho evitato. Sto parlando della <strong>depressione</strong>.</p>
<p>Il termine stesso sta ad indicare una mancanza, un fallo; è usato ad esempio  in geografia  per definire un zona di terreno che si trova ad un livello più basso rispetto alle aree circostanti. Allo stesso modo popolarmente parlando si dice che &#8220;ci si sente giù&#8221; quando siamo un pò tristi.</p>
<p>La <strong>depressione </strong>ha molti aspetti e sensazioni in comune con la &#8220;morte&#8221; per questo ci spaventa. Alcune di queste sensazioni sono il senso di <strong>vuoto</strong>, la <strong>solitudine </strong>o l&#8217;<strong>impotenza. </strong>Quando perdiamo una persona cara, pensiamo che nessuno possa capire il nostro dolore e ci sentiamo inermi, persi, bloccati nella nostra sofferenza. Così si sente chi sta passando un periodo buio della propria vita: ha l&#8217;impressione che nulla abbia più senso, che non possa fare nulla, si sente incompreso, a volte solo, perso.</p>
<p>Lì dove il dolore non trova le parole spesso emergono sintomi fisici che sembrano inspiegati:</p>
<ul>
<li>difficoltà nel <strong>sonno</strong>;</li>
<li>cattiva digestione;</li>
<li><strong>mal di testa</strong>;</li>
<li>peso sul cuore;</li>
<li>dolori muscolari;</li>
<li><strong>stanchezza;</strong></li>
<li>cattiva gestione del <strong>cibo</strong>.</li>
</ul>
<p>Ci sono molte forme di depressione, così come vari sono i sintomi presentati proprio perchè variano da persona a persona rispecchiando l&#8217;unicità della storia di ognuno di noi.</p>
<p>Questo stato emotivo ci fa <strong>paura, </strong>spesso per questo ci impegniamo  a rifuggirlo rincorrendo il futuro: progetti, cura dell&#8217;esteriorità,acquisto di beni materiali. Alla fine di tutti questi tentativi di tenerci occupati cosa ci resta? Nulla.</p>
<p>Non a caso la depressione è uno dei mali della nostra società. Chiusi nelle nostre case telematiche le relazioni più continue le abbiamo con gli oggetti invece che con le persone e questo non fa altro che amplificare il nostro senso di solitudine e di insoddisfazione.</p>
<p>Spesso succede che ci ritroviamo a vivere vite che non sentiamo nostre, a raggiungere obiettivi che in realtà ci erano stati dettati dall&#8217;esterno, a sentire uno scarto troppo forte tra ciò che vorremmo essere e chi siamo realmente. Da qui nasce un senso di frustrazione, di pesantezza e di incastro. Troppo impegnati a soddisfare aspettative che non ci appartengono, ci si sente stanchi e svuotati. La paura di deludere, la paura di non essere all&#8217;altezza ci imprigionano.</p>
<p>Dare voce alla propria sofferenza farà emergere le potenzialità creative e il senso di questo periodo difficile sarà chiaro. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta in questi casi non è un segno di debolezza ma di coraggio e di <strong>forza</strong>: vuol dire assumersi la responsabilità di cambiare ciò che non ci rende felici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>immagine presa da psichedintorni.blogspot</em></p>
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		<title>Il potere curativo della risata</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 10:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[benessere psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[malattia psicosomatica]]></category>
		<category><![CDATA[ridere]]></category>
		<category><![CDATA[guarigione]]></category>
		<category><![CDATA[salute psico fisica]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi racconto un mito, quello di Demetra, dea della terra e della fertilità. Si narra che Demetra, in seguito alla perdita dell&#8217;unica figlia Persefone rapita e sposata da Ades, fosse piombata in uno stato di profonda disperazione tanto che la terra rischiava la sterilità. Baubo, un&#8217;ancella, resasi conto della terribile minaccia architetta un modo per far ridere Demetra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi racconto un mito, quello di Demetra, dea della terra e della fertilità.</p>
<p>Si narra che Demetra, in seguito alla perdita dell&#8217;unica figlia Persefone rapita e sposata da Ades, fosse piombata in uno stato di profonda disperazione tanto che la terra rischiava la sterilità. Baubo, un&#8217;ancella, resasi conto della terribile minaccia architetta un modo per far ridere Demetra escogitando un buffo travestimento. Demetra non appena la vide scoppiò in una travolgente risata. Da questo episodio ritornò a regnare la fertilità.</p>
<p>Da questo mito possiamo dedurre come già nell&#8217;antica Grecia il potere curativo della risata fosse conosciuto.</p>
<p>Il padre della <strong>gelotologia</strong> (dal greco scienza della risata) è considerato Norman Cousins (nella foto), giornalista scrittore e pacifista statunitense. Nel 1964  gli fu diagnosticata una grave malattia, la spondilite anchilosante, che colpisce le articolazioni e porta progressivamente alla paralisi. Per i medici che lo seguivano, il suo stato era incurabile e lo avrebbe sottoposto ad una terribile sofferenza.  Norman non si perse d&#8217;animo. Intuendo lo stretto legame tra le emozioni e lo stato di salute fisica decise di procurarsi dei libri sull&#8217;umorismo e di vedere film comici dei fratelli Marx, prescrivendosi così una terapia giornaliera della risata. Si rese da subito conto che con 10 minuti di risate riusciva a dormire 2 ore di seguito senza bisogno di analgesici perchè non sentiva il dolore.</p>
<p>La <strong>terapia della risata </strong>comportò inizialmente la diminuzione di sensazioni di ansia e tristezza legate alla malattia fino ad una regressione spontanea dalla malattia. Norman racconta la sua esperienza nel libro &#8220;La biologia della speranza&#8221;.</p>
<p>La disciplina dedicata allo studio sistematico del ridere si basa sulla concezione che le emozioni influenzano il sistema immunitario attraverso canali neuroendocrini. Il riso ha come effetti la riduzione di ormoni dello stress come il cortisolo e la stimolazione del rilascio di betaendorfine, analgesici prodotti dall&#8217;organismo.</p>
<p>Se è vero che stress, tristezza e malumore riducono le difese immunitarie è altrettanto vero il percorso inverso cioè che le emozioni positive come la gioia, la fiducia e l&#8217;amore portano alla <strong>guarigione</strong>. Ridere mette a tacere la razionalità e libera delle energie che il corpo sfutta per rigenerarsi.</p>
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