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	<title>Dott.ssa Rossella Chiusolo - Psicologa, Aprilia, Albano &#187; dipendenza affettiva</title>
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	<description>Psicologa Aprilia Albano</description>
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		<title>La dipendenza affettiva: quando amare diventa un tormento</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2012 10:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore patologico]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama se stessa tanto da non voler più soffrire.&#8221; R.Norwood L&#8217;amore insano, quello che genera sofferenza, caratterizzato da una costante assenza di reciprocità nella relazione di coppia dove uno dei due partner ricopre il ruolo di &#8220;donatore, bisognoso [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, </em><em>voglio essere una donna che ama se stessa tanto da non voler più soffrire.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>R.Norwood</em></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;<strong>amore</strong> insano, quello che genera sofferenza, caratterizzato da una costante assenza di reciprocità nella<strong> relazione </strong>di coppia dove uno dei due partner ricopre il ruolo di &#8220;donatore, bisognoso d&#8217;amore&#8221; mentre l&#8217;altro di &#8220;fuggitivo&#8221; delinea lo sfondo sul quale si dipana la <strong>dipendenza affettiva</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">La dipendenza affettiva o Love Addiction è una delle nuove dipendenze che inizia a porsi nello scenario della nostra società; a differenza delle dipendenze classiche non si dipende da una sostanza ma da un&#8217;altra persona.  Le caratteristiche sono:</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left;">ebbrezza: quando si è con il partner si prova piacere, sensazione che non si manifesta in altre relazioni o quando si è soli;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left;">tolleranza: bisogno di vedere il partner in quantità sempre maggiori;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left;">astinenza: l&#8217;assenza del partner causa disagio e malessere in quanto unica fonte di gratificazione;</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left;">paura: terrore dell&#8217;abbandono e di perdere la persona amata.</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Alcune di queste caratteristiche sono funzionali nella prima fase del ciclo di vita di una coppia, durante la fase dell&#8217;innamoramento si tende a voler passare il più tempo possibile con la persona amata e a voler fondersi con essa. Queste dinamiche divengono patologiche quando si cronicizzano nel tempo e causano <strong>malessere nella coppia </strong>e nella vita di ognuno dei partner.</p>
<p style="text-align: left;">I <strong>dipendenti affettivi</strong>, solitamente donne, vedono nel partner un salvatore, sono talmente immersi nell&#8217;altro a tal punto che la loro felicità dipende esclusivamente dal compagno. Vivono per e nell&#8217;altro arrivando a ridurre la propria autonomia personale, la propria vita sociale e i propri interessi unicamente focalizzati sulla vita con il compagno. Questo modo di comportarsi è stato appreso nella propria famiglia d&#8217;origine dove spesso i genitori sono stati emotivamente assenti per questi bambini o perchè presi da preoccupazioni personali o dai litigi con il proprio compagno. Le persone con uno stile relazionale dipendente ricercano dei partner che facciano rivivere loro i tormenti affettivi vissuti in famiglia quando cercavano di essere amabili e bravi per ricevere le attenzioni dei genitori.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;<strong>ossessione</strong> verso il partner serve per distrarsi dal proprio<strong> vuoto affettivo</strong>, dalla propria <strong>paura</strong>, dal proprio dolore; la relazione diviene una <strong>droga</strong> per non provare quello che si sentirebbe  se si fosse presi da se stessi. Molte donne commettono lo sbaglio di ricercare un uomo d&#8217;amare senza prima essersi soffermate su stesse: la ricerca è importante che inizi all&#8217;interno di sè.<strong> Nessuno ti amerà mai abbastanza se per prima non ti ami e ti rispetti tu</strong>.  Si passa così da una relazione instabile all&#8217;altra, e quando si trova un uomo che oltre all&#8217;attrazione prova amore e affetto si scappa o si cerca di farlo fuggire.</p>
<p style="text-align: left;">Per iniziare a guarire da una dipendenza affettiva bisogna ricostruire la propria <strong>autostima</strong>, la propria autonomia concentrando le proprie energie su se stessi. Inizia ad affrontare i tuoi sentimenti e ad  assumere la responsabilità delle tue azioni.</p>
<p style="text-align: left;">La ragione della tua vita sei tu, e non c&#8217;è bisogno che la ricerchi al di fuori.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
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		<title>La paura dell&#8217;abbandono</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 17:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<category><![CDATA[dipendenza affettiva]]></category>
		<category><![CDATA[paura abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[paura dell'abbandono]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Abandon&#8221; film del 2002 diretto da Stephen Gaghan tratteggia il profilo di una studentessa Catherine Burke ossessionata dalla paura dell&#8217;abbandono. Catherine, laureanda in un prestigioso college, ha subito un precoce abbandono da parte del padre che ha condizionato il suo modo di vivere le relazioni sentimentali. Il film si incentra sulla misteriosa scomparsa del suo ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Abandon</strong>&#8221; film del 2002 diretto da Stephen Gaghan tratteggia il profilo di una studentessa Catherine Burke ossessionata dalla paura dell&#8217;abbandono. Catherine, laureanda in un prestigioso college, ha subito un precoce abbandono da parte del padre che ha condizionato il suo modo di vivere le relazioni sentimentali. Il film si incentra sulla misteriosa scomparsa del suo ex ragazzo Embry. Un triller psicologico basato sul tema dell&#8217;<strong>abbandono</strong> che la protagonista del film non è mai stata in grado di elaborare e che ha profondamente inciso sullo sviluppo della sua personalità.</p>
<p>Non in modo così estremo e drammatico ma ad ognuno di noi nella propria vita sarà capitato di confrontarsi con la <strong>paura della separazione </strong>o dell&#8217;abbandono dalla persona oggetto del nostro amore. La paura della separazione è quasi fisiologica all&#8217;inizio di una storia sentimentale quando si vorrebbe passare il maggior tempo possibile con il proprio partner e ci si augura che sia sempre tutto così stupendo e non finisca mai l&#8217;amore. Questa paura inizia ad essere &#8220;preoccupante&#8221; quando diventa un pensiero fisso e inizia a condizionare il resto delle nostre attività come il lavoro o lo studio. Si reagisce con rabbia o paura ad ogni minimo allontanamento del partner, ad ogni telefonata mancata; il silenzio e l&#8217;assenza, seppur momentanei, non sono tollerati.</p>
<p>Chi vive nella paura dell&#8217;abbandono perde completamente potere sulla propria vita, perde se stesso perchè troppo impegnato a controllare l&#8217;altro e ad essere &#8220;bello e bravo&#8221; per l&#8217;altro nel vano tentativo di evitare un abbandono. Si diventa come una barca in balia della tempesta, si perde completamente il timone della propria imbarcazione sommersi dalle onde della paura. L&#8217;interesse è focalizzato esclusivamente sull&#8217;Altro. E&#8217; come se la propria <strong>esistenza</strong> fosse legata alla presenza dell&#8217;<strong>Altro</strong>. Ci si scorda completamente di se stessi indaffarati alla ricerca di tracce dell&#8217;Altro: cosa sta facendo, c0n chi esce, cosa scrive su Facebook, con chi parla&#8230;Quello che si ottiene in questo modo è proprio quello che si tenta di evitare: l&#8217;allontanamento del partner che si sentirà soffocato.</p>
<p>Come mai si soffre di questa paura?</p>
<p>In genere convive con questa paura chi non ha una buona <strong>stima</strong> di sè, chi da piccolo ha subito dei presunti o reali abbandoni dalle principali figure di attaccamento, chi non ha sviluppato un attaccamento sicuro nei primi anni di vita chi cioè non ha sperimentato nella relazione con la madre (o con chi ne ha fatto le veci) una relazione basata sulla protezione, sulla fiducia, sulla condivisione emotiva, sull&#8217;amore. Chi ha una <strong>base sicura </strong>è in grado di gestire le separazioni, fiducioso nelle proprie potenzialità, è in grado di elaborarle, sa come si fa perchè ha imparato a farlo nel rapporto sicuro con la mamma. Chi non ha avuto la fortuna di vivere un&#8217;esperienza d&#8217;amore sicura e protettiva nella propria infanzia non è segnato a vita ma ha comunque la possibilità di instaurare d&#8217;adulto delle relazioni significative buone e nutrienti. La psicoterapia è un esempio di una relazione significativa sana dove si va a riparare la ferita causata da un&#8217;esperienza sofferente con le proprie figure d&#8217;attaccamento nell&#8217;infanzia.</p>
<p>Cosa può fare nell&#8217;immediato chi soffre della paura dell&#8217;abbandono?</p>
<p>Innanzitutto rispostare le proprie attenzioni ed energie su di sè, sulla propira <strong>vita</strong> e sulla propria esistenza riprendendo le proprie amicizie ed i propri interessi. Si è talmente preoccupati dall&#8217;abbandono da parte dell&#8217;Altro che non ci si rende conto che siamo stati proprio noi i primi ad abbandonarci quando abbiamo scelto di inseguire l&#8217;altro!</p>
<p><em>immagine fotosearch.it</em></p>
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