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	<title>Dott.ssa Rossella Chiusolo - Psicologa, Aprilia, Albano &#187; gastrite</title>
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	<description>Psicologa Aprilia Albano</description>
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		<title>Ansia da lavoro: quando l&#8217;ufficio è un inferno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 09:32:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[disagi psicosomatici]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco di seguito l&#8217;articolo scritto da Maddalena De Bernardi e pubblicato su starbene.it Il luogo di lavoro può trasformarsi in una trappola soffocante, con il rischio di malesseri a livello fisico e psicologico. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Rossella Chiusolo, psicologa clinica e psicoterapeuta, le strategie da adottare per migliorare i rapporti con i colleghi e gestire una comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco di seguito l&#8217;articolo scritto da Maddalena De Bernardi e pubblicato su starbene.it</p>
<p>Il luogo di <strong>lavoro</strong> può trasformarsi in una trappola soffocante, con il rischio di malesseri a livello fisico e psicologico. Abbiamo chiesto alla dott.ssa <strong>Rossella Chiusolo</strong>, psicologa clinica e psicoterapeuta, le <strong>strategie</strong> da adottare per migliorare i rapporti con i colleghi e gestire una comunicazione efficace, in grado di esprimere i nostri bisogni. Il segreto? Usa l&#8217;<strong>empatia</strong>.</p>
<p>Come è possibile gestire in maniera strategica le <strong>tensioni</strong> che inevitabilmente possono crearsi sul lavoro?</p>
<p>«L&#8217;ambiente lavorativo, una parte integrante del nostro <strong>quotidiano</strong>, non fa altro che rispecchiare anche i ritmi che abbiamo oggi: non a caso si sente parlare sempre spesso di più di stress e problemi legati all&#8217;<strong>ansia</strong>. Tutto questo è strettamente connesso al fatto che anche sul lavoro di frequente si tende a <strong>primeggiare</strong>, più che collaborare con gli altri. La prima strategia per poter vivere meglio il posto di lavoro è entrare in una dinamica di gruppo, piuttosto che concentrarsi soltanto sul successo. Creare <strong>legami </strong>con i colleghi è importante, così come appare fondamentale <strong>ascoltare</strong> il punto di vista altrui e essere disposti a mettersi in discussione».</p>
<p>Quali sono i <strong>segnali</strong> che parlano di un <strong>disagio</strong> profondo?</p>
<p>«I segnali provengono innanzitutto dal nostro <strong>corpo</strong>. In genere i primi sintomi vedono cali del rendimento a livello lavorativo, difficoltà di concentrarsi oppure, molto di frequente, la <strong>gastrite</strong>, che costituisce uno fra i disagi <strong>psicosomatici</strong> più immediati. Ascoltare i segnali provenienti dal corpo è la prima cosa da fare: quando ci sono delle tensioni particolari la prima parte che ne risente è il corpo, poi si arriva a <strong>razionalizzare</strong> e capire cos&#8217;è successo. Continuità nel tempo e sistematicità di alcuni atteggiamenti negativi o comunque ostili nei nostri confronti, ad esempio da parte del capo o dei colleghi, segnalano una problematica importante: può succedere a tutti di avere una giornata un po&#8217; negativa, ma il problema subentra quando la situazione diventa <strong>sistematica</strong> e non si parla più di un episodio isolato».</p>
<p>Chi ha una bassa<strong> autostima</strong> come può affrontare la situazione senza cadere vittima?</p>
<p>«Solitamente chi ha problemi di autostima ha difficoltà a dire di no e mettere dei <strong>confini</strong> tra sé e l&#8217;altro: purtroppo in genere diventa <strong>vittima </strong>anche di se stesso, oltre che del capo o dei colleghi. È importante iniziare ad assumersi la <strong>responsabilità</strong> delle proprie idee ed esprimerle. Anche in questo caso il gruppo è fondamentale, nel senso che, confrontarsi con gli altri e <strong>condividere</strong> il malessere aiuta a far comprendere che il problema non è solo nostro e che non siamo soli».</p>
<p>Cosa accade quando i <strong>colleghi</strong> sono parte del problema?</p>
<p>«Quando la situazione è grave e appare senza via d&#8217;uscita occorre rivolgersi a un ente competente, nel caso del lavoro un sindacato, per esempio, o in ogni caso un aiuto esterno in grado di dare una visione più ampia. Anche per questo, soprattutto per chi lavora in azienda, è bene richiedere al datore di lavoro corsi di formazione, oggi obbligatori per legge: essi costituiscono un aiuto per il lavoratore e sono utili per imparare a <strong>comunicare</strong>, stare insieme agli altri, fare gruppo, nonché segnalare le eventuali situazioni negative o fonte di <strong>stress</strong>».</p>
<p>Che cosa aiuta una buona <strong>comunicazione</strong>?</p>
<p>«È importante costruire <strong>clima giocoso</strong>. Utilizzare anche con i colleghi un linguaggio connotato a livello affettivo, cercare un <strong>contatto</strong> fisico, per esempio un abbraccio e mantenere un atteggiamento di tipo ironico costituiscono comportamenti in grado di stemperare la <strong>tensione</strong> che inevitabilmente si crea nell&#8217;ambiente di lavoro. Dove fanno la loro comparsa lo scherzo e l&#8217;ironia, insieme all&#8217;<strong>autoironia</strong>, il clima è più rilassato».</p>
<p>Qual è un buon <strong>confine</strong> che è giusto creare tra sé e l&#8217;ambiente lavorativo?</p>
<p>«Non è necessario raccontare la propria vita a tutti quanti, ma essere disponibili al contatto senza dimenticare il buon senso. Scherzare senza entrare troppo nel personale aiuta a mantenere un clima sereno senza che l&#8217;altro invada la nostra <strong>intimità</strong>, che è ugualmente importante da preservare. Insieme all&#8217;ironia, la capacità di <strong>scherzare</strong> e evitare di prendere tutto sul serio aiutano a creare un clima favorevole. Trascorriamo molto <strong>tempo</strong> insieme ai colleghi: qualche volta le condizioni possono non essere le più favorevoli,  ma spesso meditare sull&#8217;atteggiamento con cui affrontiamo la vita rimane la possibilità di <strong>crescita</strong> più importante».</p>
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