La dipendenza affettiva: quando amare diventa un tormento

“Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama se stessa tanto da non voler più soffrire.”

R.Norwood

L’amore insano, quello che genera sofferenza, caratterizzato da una costante assenza di reciprocità nella relazione di coppia dove uno dei due partner ricopre il ruolo di “donatore, bisognoso d’amore” mentre l’altro di “fuggitivo” delinea lo sfondo sul quale si dipana la dipendenza affettiva.

La dipendenza affettiva o Love Addiction è una delle nuove dipendenze che inizia a porsi nello scenario della nostra società; a differenza delle dipendenze classiche non si dipende da una sostanza ma da un’altra persona.  Le caratteristiche sono:

  • ebbrezza: quando si è con il partner si prova piacere, sensazione che non si manifesta in altre relazioni o quando si è soli;
  • tolleranza: bisogno di vedere il partner in quantità sempre maggiori;
  • astinenza: l’assenza del partner causa disagio e malessere in quanto unica fonte di gratificazione;
  • paura: terrore dell’abbandono e di perdere la persona amata.

Alcune di queste caratteristiche sono funzionali nella prima fase del ciclo di vita di una coppia, durante la fase dell’innamoramento si tende a voler passare il più tempo possibile con la persona amata e a voler fondersi con essa. Queste dinamiche divengono patologiche quando si cronicizzano nel tempo e causano malessere nella coppia e nella vita di ognuno dei partner.

I dipendenti affettivi, solitamente donne, vedono nel partner un salvatore, sono talmente immersi nell’altro a tal punto che la loro felicità dipende esclusivamente dal compagno. Vivono per e nell’altro arrivando a ridurre la propria autonomia personale, la propria vita sociale e i propri interessi unicamente focalizzati sulla vita con il compagno. Questo modo di comportarsi è stato appreso nella propria famiglia d’origine dove spesso i genitori sono stati emotivamente assenti per questi bambini o perchè presi da preoccupazioni personali o dai litigi con il proprio compagno. Le persone con uno stile relazionale dipendente ricercano dei partner che facciano rivivere loro i tormenti affettivi vissuti in famiglia quando cercavano di essere amabili e bravi per ricevere le attenzioni dei genitori.

L’ossessione verso il partner serve per distrarsi dal proprio vuoto affettivo, dalla propria paura, dal proprio dolore; la relazione diviene una droga per non provare quello che si sentirebbe  se si fosse presi da se stessi. Molte donne commettono lo sbaglio di ricercare un uomo d’amare senza prima essersi soffermate su stesse: la ricerca è importante che inizi all’interno di sè. Nessuno ti amerà mai abbastanza se per prima non ti ami e ti rispetti tu.  Si passa così da una relazione instabile all’altra, e quando si trova un uomo che oltre all’attrazione prova amore e affetto si scappa o si cerca di farlo fuggire.

Per iniziare a guarire da una dipendenza affettiva bisogna ricostruire la propria autostima, la propria autonomia concentrando le proprie energie su se stessi. Inizia ad affrontare i tuoi sentimenti e ad  assumere la responsabilità delle tue azioni.

La ragione della tua vita sei tu, e non c’è bisogno che la ricerchi al di fuori.

 

 

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