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Nel sito

Lo psicoterapeuta e il viaggio della vita


 

Grazie per esserti collegato al mio sito!

Mi presento, sono Rossella Chiusolo, una Psicologa clinica e Psicoterapeuta che crede moltissimo nel potere curativo delle relazioni buone, quelle relazioni nutrienti che ti scaldano il cuore e ti fanno sentire che la vita è stupenda e vale la pena di essere vissuta nonostante possano esserci delle difficoltà.

Sono appassionata di relazioni, relazioni affettive. Credo che mai come oggi sia di fondamentale importanza uscire dalla sicurezza del proprio guscio per incontrare l’altro ed avere l’opportunità di scoprire realmente se stessi. Ogni persona che incontro durante la mia professione e nella vita è un viaggio attraverso il mondo e per me un modo di vivere mille vite aiutando l’altro a rialzarsi lì dove è inciampato o a trovare la via lì dove si è perso.

Ringrazio tutte le persone che ho avuto il piacere di incontrare e che per me sono stati preziosi insegnanti con la storia della loro vita, e ringrazio coloro che avranno voglia di condividere un tratto del loro viaggio chiamato vita con me.

Su questo sito troverai articoli, recensioni di libri che mi hanno colpito e promozioni di attività che svolgo da sola o in collaborazione con altre figure professionali. Se alcuni articoli ti suscitano delle emozioni, delle idee o anche delle critiche mi farebbe molto piacere “ascoltarle”, ti invito a scrivermi nella mia posta, risponderò quanto prima.

Oltre ad essere il sito un modo per pubblicizzare il mio studio privato, vuole essere uno spunto di riflessione e vuole dare, a mio modo, una piccola carica energetica nutriente per l’anima di chi mi legge.

Grazie di cuore.

 

A proposito di gravidanza

Ti ho sognato.

Ricordo di essermi persa nel profondo blu dei tuoi occhi e di essermi ritrovata nel tuo sorriso.

Ed ora so cos’è la felicità per me.

Mamma

 

Tempo fa una signora mi disse “mai chiedere consigli a chi non ha figli”. Lì per lì non capii. A distanza di anni capisco cosa volesse dire. Da quando ci sei tu è cambiato il mio modo di percepire e di sentire. La dr.ssa Tambelli, psicologa e psicoterapeuta, nel convegno organizzato dall’ Ordine degli Psicologi del Lazio sulla salute perinatale(salute che precede e segue la nascita del bimbo), spiega come durante la gravidanza nella mamma si attivino delle aree particolari della corteccia cerebrale. La corteccia orbito frontale e la corteccia cingolata anteriore sono deputate rispettivamente alla decodificazione dei segnali del neonato e alla costruzione del legame con lui. A tal proposito l’epigenetica studia proprio come le cure ricevute da chi si prende cura del bimbo vadano ad influenzare la formazione del carattere.

La gravidanza è un’esperienza unica densa di cambiamenti sia dal punto di vista fisico che emotivo, per questo è un periodo straordinario ma anche pieno di fragilità ed insicurezze. La donna è portata a rivedere in modo più o meno consapevole una serie di aspetti della propria identità(corporea,personale, professionale, di ruolo). L’equilibrio della coppia viene modificato perchè si passa da una diade ( io- tu) ad una triade con l’arrivo del bimbo.

Fondamentale è il ruolo del papà anche durante la gravidanza, non solo per il sostegno alla donna ma la sua presenza è preziosa  per iniziare a costruire un legame con il bimbo. Tramite il con-tatto(carezze sul grembo materno) e i dialoghi, il bimbo instaura una relazione con lui. Il feto attraverso la parete addominale e uterina  materna è in grado di percepire il contatto e la voce del papà soprattutto a partire dal 7′mese di gestazione. L’aptonomia ( scienza del tatto) insegna ai futuri genitori a stabilire un rapporto tattile con il feto.

Ci sono dei miti sulla maternità: si associa spesso ad uno stato di splendore fisico e d’umore. Non è esattamente così. Sia per i cambiamenti fisici che ormonali ma anche per le paure e le insicurezze che quasi sempre subentrano in ogni mamma e papà, soprattutto alla prima esperienza.

Ricordiamo che non nasce solo un bimbo ma nasce anche un papà ed una mamma.

Essendo un periodo delicato è importante avere intorno a sè una rete di contatti evitando di isolarsi e, qualora se ne sentisse il bisogno, è fondamentale chiedere aiuto. Anche partecipare a dei corsi di ginnastica adatti a gestanti è un ulteriore sostegno ( lì dove ci sia il consenso del medico). Ricordo come nuotare insieme a te sia stato grandioso ed indescrivibile. Il movimento in acqua è uno stimolo per il feto ed un dolce massaggio. Ormai la scienza è concorde nel sostenere che il bimbo nel grembo materno è un essere attivo.

Spense e De Casper parlano di apprendimento in utero (1982). Il feto tramite i sensi impara  a fare non solo esperienza di sè ma anche del mondo circostante. L’umore della mamma influenza il suo sviluppo per gli ormoni messi in circolo nel sangue. Mamma e feto sono per nove mesi in comunicazione continua. Dapprima nel feto si sviluppano l’olfatto e il gusto, poi il tatto, l’udito ed infine il sistema visivo. Tutti i sensi sono ben funzionanti già in utero tranne  quello visivo che completerà il suo sviluppo dopo la nascita.

Mi piace definire la gravidanza come un fluire insieme.

Ogni gesto, ogni azione fatta nel quotidiano assume una sfumatura diversa ed un significato in più denso di mille emozioni,sensazioni e fantasie.

Auguri a tutte le future mamme!

 

 

 

 

 

 

 

La forza nelle battute d’arresto

E’ da un pò che non scrivo, pensavo che la vita è un alternarsi di momenti fatti di pause e di momenti di iniziative/eventi.

Spesso stare fermi spaventa così come terrorizzano i momenti di crisi anche se poi è proprio dalla confusione che prende origine la vita. Basti pensare alla creazione del mondo: dal caos iniziale prenderà vita la terra, i pianeti e tutto l’universo.

Ho sempre trovato preziosi i momenti di crisi, di incertezza. E’ vero che ci costringono a fermarci e ci tolgono lì per lì la capacità di prendere decisioni. Spesso le criticità fanno vacillare le nostre certezze. Domande tipiche sono: cosa voglio? cosa faccio ora? quando finirà questo periodo? Questi dubbi ci pietrificano. Solo fermandoci possiamo scoprirci, solo ricominciando a sentire ciò che emerge scopriamo cosa cè nel nel nostro cuore e cosa fa realmente parte di noi. La fretta, la paura di perdere tempo sono cattive consigliere  e spesso ci portano a soluzioni affrettate dettate solo dall’ansia. Soluzioni lontane da ciò che siamo e da ciò che è realmente giusto per noi.

La vita non è solo successi e gioie, non è sempre in discesa; si alternano battute di arresto, delusioni, periodi in salita ma è proprio dalla salita che otteniamo la forza e la spinta per la discesa. Solo dopo una salita possiamo apprezzare l’ebbrezza, il vento, la leggerezza e il gioco di una discesa.

Dietro ad una persona serena ci sono spesso insuccessi, perdite e delusioni. Abbiate il coraggio di sentire la paura e il dolore, solo così potrete riprendere la vostra vita con più forza di prima.

Il mio augurio è che ognuno di voi possa avere la forza di guardare dentro il proprio cuore, di trarre beneficio, forza e coraggio dalle esperienze trascorse e che soprattutto riscopri la capacità di vivere ed apprezzare, o di cambiare, ciò che fa parte della vostra vita.

A tal proposito inserisco un pensiero di Paulo Coelho a proposito della vita. L’autore fa una similitudine tra la vita e la matita. Tra le qualità della matita dice che ” di tanto in tanto occorre fermare la scrittura e usare il temperino. E’ un azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma alla fine risulta più appuntita. Ecco perchè devi imparare a sopportare certi dolori: ti faranno diventare un uomo migliore”.

 

immagine presa da outdoorpassion.lastampa.it

 

Ansia da lavoro: quando l’ufficio è un inferno

Ecco di seguito l’articolo scritto da Maddalena De Bernardi e pubblicato su starbene.it

Il luogo di lavoro può trasformarsi in una trappola soffocante, con il rischio di malesseri a livello fisico e psicologico. Abbiamo chiesto alla dott.ssa Rossella Chiusolo, psicologa clinica e psicoterapeuta, le strategie da adottare per migliorare i rapporti con i colleghi e gestire una comunicazione efficace, in grado di esprimere i nostri bisogni. Il segreto? Usa l’empatia.

Come è possibile gestire in maniera strategica le tensioni che inevitabilmente possono crearsi sul lavoro?

«L’ambiente lavorativo, una parte integrante del nostro quotidiano, non fa altro che rispecchiare anche i ritmi che abbiamo oggi: non a caso si sente parlare sempre spesso di più di stress e problemi legati all’ansia. Tutto questo è strettamente connesso al fatto che anche sul lavoro di frequente si tende a primeggiare, più che collaborare con gli altri. La prima strategia per poter vivere meglio il posto di lavoro è entrare in una dinamica di gruppo, piuttosto che concentrarsi soltanto sul successo. Creare legami con i colleghi è importante, così come appare fondamentale ascoltare il punto di vista altrui e essere disposti a mettersi in discussione».

Quali sono i segnali che parlano di un disagio profondo?

«I segnali provengono innanzitutto dal nostro corpo. In genere i primi sintomi vedono cali del rendimento a livello lavorativo, difficoltà di concentrarsi oppure, molto di frequente, la gastrite, che costituisce uno fra i disagi psicosomatici più immediati. Ascoltare i segnali provenienti dal corpo è la prima cosa da fare: quando ci sono delle tensioni particolari la prima parte che ne risente è il corpo, poi si arriva a razionalizzare e capire cos’è successo. Continuità nel tempo e sistematicità di alcuni atteggiamenti negativi o comunque ostili nei nostri confronti, ad esempio da parte del capo o dei colleghi, segnalano una problematica importante: può succedere a tutti di avere una giornata un po’ negativa, ma il problema subentra quando la situazione diventa sistematica e non si parla più di un episodio isolato».

Chi ha una bassa autostima come può affrontare la situazione senza cadere vittima?

«Solitamente chi ha problemi di autostima ha difficoltà a dire di no e mettere dei confini tra sé e l’altro: purtroppo in genere diventa vittima anche di se stesso, oltre che del capo o dei colleghi. È importante iniziare ad assumersi la responsabilità delle proprie idee ed esprimerle. Anche in questo caso il gruppo è fondamentale, nel senso che, confrontarsi con gli altri e condividere il malessere aiuta a far comprendere che il problema non è solo nostro e che non siamo soli».

Cosa accade quando i colleghi sono parte del problema?

«Quando la situazione è grave e appare senza via d’uscita occorre rivolgersi a un ente competente, nel caso del lavoro un sindacato, per esempio, o in ogni caso un aiuto esterno in grado di dare una visione più ampia. Anche per questo, soprattutto per chi lavora in azienda, è bene richiedere al datore di lavoro corsi di formazione, oggi obbligatori per legge: essi costituiscono un aiuto per il lavoratore e sono utili per imparare a comunicare, stare insieme agli altri, fare gruppo, nonché segnalare le eventuali situazioni negative o fonte di stress».

Che cosa aiuta una buona comunicazione?

«È importante costruire clima giocoso. Utilizzare anche con i colleghi un linguaggio connotato a livello affettivo, cercare un contatto fisico, per esempio un abbraccio e mantenere un atteggiamento di tipo ironico costituiscono comportamenti in grado di stemperare la tensione che inevitabilmente si crea nell’ambiente di lavoro. Dove fanno la loro comparsa lo scherzo e l’ironia, insieme all’autoironia, il clima è più rilassato».

Qual è un buon confine che è giusto creare tra sé e l’ambiente lavorativo?

«Non è necessario raccontare la propria vita a tutti quanti, ma essere disponibili al contatto senza dimenticare il buon senso. Scherzare senza entrare troppo nel personale aiuta a mantenere un clima sereno senza che l’altro invada la nostra intimità, che è ugualmente importante da preservare. Insieme all’ironia, la capacità di scherzare e evitare di prendere tutto sul serio aiutano a creare un clima favorevole. Trascorriamo molto tempo insieme ai colleghi: qualche volta le condizioni possono non essere le più favorevoli,  ma spesso meditare sull’atteggiamento con cui affrontiamo la vita rimane la possibilità di crescita più importante».

 

 

 

 

 

 

 

Lo psicologo e gli adolescenti di oggi

Questo articolo racchiude la mia esperienza come psicologa dello sportello d’ascolto con i ragazzi del liceo Ettore Majorana di Latina.

Nello scriverlo ho pensato di ripercorrere le domande che da loro mi sono state sollevate.

A cosa serve lo psicologo?” Parlando a livello popolare, lo psicologo viene associato a situazioni limite o meglio a casi gravi di difficoltà psicologica o a “pazzia”. Facendo il giro di presentazione nelle classi per sensibilizzare a questa figura, gli studenti si sono mostrati curiosi e collaborativi. Gli incontri con i ragazzi sono stati generalmente momenti di confronto dove si sono aperti con le loro insicurezze e perplessità tipiche dell’età adolescenziale.

Ma allora perché rivolgersi ad uno psicologo?” Sicuramente perché è una risorsa. Aiuta a scoprire dentro di noi potenzialità e aspetti che non immaginavamo di avere, aiuta a trovare un orientamento nelle situazioni confuse ed è un valido supporto per le situazioni che viviamo nel quotidiano. La cosa bella che mi capita di constatare è l’entusiasmo e la creatività che questi ragazzi hanno e che a volte va solo un po’ stimolata.

I motivi per cui mi hanno consultata sono stati generalmente legati all’ansia, ad un bassa autostima o a difficoltà relazionali con il gruppo dei pari o a difficoltà comunicative con i genitori. Spesso dietro il disagio scolastico o dietro un sintomo (ad esempio squilibri alimentari, attacchi di ansia o gesti autolesionistici come il cutting) , si nasconde una richiesta di aiuto.

Emerge una profonda fragilità, in parte tipica dell’età, in parte sottolineata dall’uso smodato dei social network. Questi nuovi modi di comunicare creano una competizione sfrenata dove si testa il proprio valore ( e di conseguenza la propria stima di sé) in base ai “mi piace” ottenuti e gli adolescenti in questo sono esposti ad un mare magnum di giudizi senza difese.

Si è perso il contatto diretto e la comunicazione personale tra i ragazzi, molto si basa su ciò che appare.

Rispetto a ciò che mi raccontano ormai gli scambi avvengono per lo più su whatsapp, meccanismo che non fa altro che inclinare i rapporti di amicizia che come mai in questa fase evolutiva sono fondamentali.

L’adolescente di oggi si sente solo.

In questo l’incontro con lo psicologo è un momento per ascoltarsi e condividere esperienze di vita.


 

immagine presa da educare.it

 

 

 

Al di là della paura

Ispirata dal mese di Novembre e dall’aria che in questi giorni si respira (vuoto, silenzio), ho scelto di affrontare un tema su cui ho sempre pensato di scrivere ma che poi per la complessità dell’argomento e per la sua portata emotiva ho evitato. Sto parlando della depressione.

Il termine stesso sta ad indicare una mancanza, un fallo; è usato ad esempio  in geografia  per definire un zona di terreno che si trova ad un livello più basso rispetto alle aree circostanti. Allo stesso modo popolarmente parlando si dice che “ci si sente giù” quando siamo un pò tristi.

La depressione ha molti aspetti e sensazioni in comune con la “morte” per questo ci spaventa. Alcune di queste sensazioni sono il senso di vuoto, la solitudine o l’impotenza. Quando perdiamo una persona cara, pensiamo che nessuno possa capire il nostro dolore e ci sentiamo inermi, persi, bloccati nella nostra sofferenza. Così si sente chi sta passando un periodo buio della propria vita: ha l’impressione che nulla abbia più senso, che non possa fare nulla, si sente incompreso, a volte solo, perso.

Lì dove il dolore non trova le parole spesso emergono sintomi fisici che sembrano inspiegati:

  • difficoltà nel sonno;
  • cattiva digestione;
  • mal di testa;
  • peso sul cuore;
  • dolori muscolari;
  • stanchezza;
  • cattiva gestione del cibo.

Ci sono molte forme di depressione, così come vari sono i sintomi presentati proprio perchè variano da persona a persona rispecchiando l’unicità della storia di ognuno di noi.

Questo stato emotivo ci fa paura, spesso per questo ci impegniamo  a rifuggirlo rincorrendo il futuro: progetti, cura dell’esteriorità,acquisto di beni materiali. Alla fine di tutti questi tentativi di tenerci occupati cosa ci resta? Nulla.

Non a caso la depressione è uno dei mali della nostra società. Chiusi nelle nostre case telematiche le relazioni più continue le abbiamo con gli oggetti invece che con le persone e questo non fa altro che amplificare il nostro senso di solitudine e di insoddisfazione.

Spesso succede che ci ritroviamo a vivere vite che non sentiamo nostre, a raggiungere obiettivi che in realtà ci erano stati dettati dall’esterno, a sentire uno scarto troppo forte tra ciò che vorremmo essere e chi siamo realmente. Da qui nasce un senso di frustrazione, di pesantezza e di incastro. Troppo impegnati a soddisfare aspettative che non ci appartengono, ci si sente stanchi e svuotati. La paura di deludere, la paura di non essere all’altezza ci imprigionano.

Dare voce alla propria sofferenza farà emergere le potenzialità creative e il senso di questo periodo difficile sarà chiaro. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta in questi casi non è un segno di debolezza ma di coraggio e di forza: vuol dire assumersi la responsabilità di cambiare ciò che non ci rende felici.

 

immagine presa da psichedintorni.blogspot

 

Come affrontare lo Stress da Rientro

Al ritorno dalle vacanze un lavoratore su dieci lamenta una serie di sintomi quali calo dell’attenzione, mal di testa, insonnia, stanchezza generalizzata. Di cosa si tratta?

Questi sintomi caratterizzano quella che viene definita sindrome da Stress da rientro. Sensazioni di questo tipo non sono rare nel periodo di ritorno a lavoro (o a scuola) proprio perchè si abbandona il relax delle vacanze estive per ritornare alla routine e l’organismo ha bisogno di riabituarsi ai nuovi ritmi.

In ogni caso ci sono delle accortezze da seguire :

  • ricominciare in modo graduale con il lavoro evitando di sovraccaricarsi fin dai primi giorni;
  • ritagliare del tempo libero in cui potersi dedicare a delle attività che ci piacciono(es. cinema, corso di pittura..)
  • praticare attività fisica e sport;
  • infine è importante fissare nella nostra mente un ricordo felice delle vacanze trascorse a cui poter attingere ogni qual volta se ne sentirà il bisogno.

Se il disagio avvertito si traduce in un blocco è bene interrogarsi su cosa non ci piace della nostra vita, quali potrebbero essere le condizioni che ci stanno strette facendo un punto della situazione con lo scopo di progettare qualche cambiamento nella nostra quotidianità. In questo modo una difficoltà iniziale può tradursi in una opportunità per attuare una rivisitazione del nostro copione, progetto  magari in precedenza rimandato. Lo psicologo può aiutarti a trovare un nuovo equilibrio e riprendere serenamente il tuo percorso di vita.

 

Salute mentale: cos’è e perchè fare prevenzione?

La salute mentale è una condizione di benessere globale grazie alla quale ogni persona realizza appieno le proprie potenzialità, affronta le normali difficoltà della vita, è in grado di lavorare in maniera produttiva e con profitto e di fornire un contributo positivo alla comunità nella quale vive.

Come sostiene l’Ordine degli Psicologi Italiani, con l’aiuto di uno psicologo, il difficile diventa facile. Il lavoro degli psicologi contribuisce alla promozione del benessere della persona e delle organizzazioni.

Falsi luoghi comuni riportano che l’attività degli psicologi consista soltanto in vuote parole. Al contrario, gli psicologi lavorano con le parole in modo che siano i fatti a cambiare e concorrono ad orientare gli atteggiamenti e i comportamenti delle persone verso il benessere.

Mi piace definire la terapia una “palestra di vita“: nella relazione con lo psicoterapeuta si scoprono molte cose di sé e molti nuovi modi di vedere ed affrontare le prove della vita.

Gli psicologi del MIP, Maggio di Informazione Psicologica, si impegnano dal 2008 per consentire a tutti di avere accesso alla prevenzione per tutelare il proprio benessere psichico perché “non c’è salute senza salute mentale!”

Nella provincia di Latina il MIP è patrocinato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio, dal Comune di Aprilia, dal Comune di Latina e da La Provincia di Latina.

Cerca la conferenza di psicologia che ti interessa sul sito  www.psicologimip.it/latina

Il calendario degli incontri nella provincia di Latina è il seguente:

Prenotazione obbligatoria

14 maggio ore 21

Autostima: un viaggio alla scoperta di sè

sede: Aprilia Corso Giovanni XXIII n 19 scala D

15/05/2014 ore 15.30

Troppo, poco o abbastanza? Alimentarsi in adolescenza

sede: Latina Via Magenta

24/05/2014 ore 16.00

Non posso stare né con te né senza di te

sede:Latina, via Montesanto, 20

28 maggio ore 21.00

Io e l’amore: come sono nel rapporto di coppia

sede: Aprilia Corso Giovanni XXIII, n 19 scala D

 

 

Maggio di Informazione Psicologica 2014

Anche quest anno lo staff del MIP (Maggio di Informazione Psicologica) si sta attivando per promuovere la cultura del benessere psicologico in tutta Italia tramite la collaborazione di psicologi e psicoterapeuti aderenti all’iniziativa.

Per tutto il mese di maggio saranno attivi seminari gratuiti su argomenti inerenti la psicologia. Per informazioni puoi consultare il sito www.psicologimip.it Il programma dei seminari previsti è ancora in fase di stesura per cui puoi esprimere la tua preferenza per un tema di psicologia che ti piacerebbe venisse trattato in un seminario organizzato nella tua provincia.

I temi proposti nelle passate edizioni sono stati molti: le dinamiche di coppia, il rapporto genitori-figli, l’autostima, problematiche legate all’ansia…

In una società in crisi sono sempre di più le persone che soffrono di un disagio psichico. Di fronte a questi nuovi problemi la psicologia sta studiando nuovi modi per fare prevenzione e rispondere alla sofferenza psichica. Gli psicologi del MIP sono stati tra i primi a muoversi in tal senso avvicinando la psicologia e la psicoterapia ai cittadini.

Le cifre del disagio in Italia:

-10 milioni di italiani, tra i 18 e i 65 anni, soffrono di disturbi di natura psicologica;

-5 milioni quelli affetti da depressione;

-20 milioni quelli che nel 2025, se non si ricorrerà ai ripari, saranno obesi;

-nel 2020 la depressione rappresenterà la seconda causa di morte e disabilità nel mondo.

Il MIP vuole essere una campagna nazionale di prevenzione del disagio psichico.

Nasce nel 2008 da una iniziativa di Psycommunity, comunità virtuale di psicologi e psicoterapeuti, e da allora persegue gli obiettivi di diffondere un’adeguata cultura del benessere psicologico, facilitare l’incontro con psicologi e psicoterapeuti, divulgare corrette informazioni, sfatare pregiudizi sulla figura dello psicologo, incoraggiare e promuovere la cultura del benessere psicologico in Italia, fare chiarezza sulla professionalità dello psicologo e dello psicoterapeuta.

Gli psicologi e psicoterapeuti del MIP si impegnano al fine di consentire a tutti la possibilità di prendersi cura della propria salute psichica e di intravedere una possibile via di uscita lì dove situazioni particolari di vita ci fanno sentire senza chance.

In tal senso questa campagna di sensibilizzazione va vistacome una opportunità.

 

Autostima al femminile: incontri di gruppo per migliorare l’autostima

Autostima al femminile

Laboratorio esperienziale condotto dalla dr.ssa Rosa Attollino e dr.ssa Rossella Chiusolo psicoterapeute

 

L’autostima vive e si nutre nella relazione

L’autostima è il proprio modo di vedere se stessi e se stessi nelle relazioni con gli altri.

Si costruisce e si modifica sulla base delle caratteristiche individuali, sul modo in cui l’alternarsi di successi e fallimenti è stato interiorizzato nei diversi momenti della nostra vita e si modella in rapporto all’immagine che ci rimandano gli altri, alle loro valutazioni più o meno comprensive e incoraggianti.

Le relazioni con le figure significative ci segnano nel nostro stile relazionale, ma attraverso questi incontri di gruppo scopriremo insieme come è possibile cambiare rotta mobilitando il senso del proprio potere personale, riconoscendo la forza interiore che sostiene la propria originalità, fronteggiando senza deleghe le scelte verso il cambiamento.

La fragilità, il coraggio, la disobbedienza così come l’aggressività, intesa come la capacità di vincere la vita, sono caratteristiche alla portata di tutte.

Si può essere leader e eroine nel quotidiano.

Gli incontri si terranno il giovedì dalle 18 alle 19.30 per tutto il mese di ottobre a partire da giovedì 3 ottobre.

Sede: Viale trastevere n 6, Roma

Per info e prenotazione puoi scrivere a attollino.rosa@libero.it ; r.chiusolo@gmail.com o chiamare la dr.ssa Attollino al 392 45 86 210 o contattare me

 

Cosa vuol dire amare?

 

Che cos’è l’amore? Cosa vuol dire amare?

Questi sono interrogativi su cui ci si confronta da sempre e su cui mi sono spesso soffermata anche io. Il libro di Paulo Coelho, “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto” risponde a queste domande usando una forma di scrittura immediata ed emozionante.

Il libro narra della storia di due amanti che nel loro percorso verso l’altro incontrano paure, ostacoli ma mai smettono di seguire la voce del proprio cuore perché ” l’amore si scopre soltanto amando”.

Pilar, una giovane studentessa, vive una vita come tante altre fino a quando non riceve una lettera con un invito da un amore d’infanzia. Dall’incontro con  l’amato la sua esistenza cambia completamente: ritorna a vivere, ad essere protagonista delle sue scelte, ad ascoltare il suo cuore senza bloccarsi e a mettere a tacere le antiche paure che la paralizzavano. Scoprirà così il vero amore e il significato profondo dell’amare.

L’autore ci dice che “l’amore è sempre nuovo. Non importa che amiamo una, due, dieci volte nella vita: ci troviamo sempre davanti ad una situazione che non conosciamo. L’amore può condurci all’inferno o in paradiso, comunque ci porta sempre in qualche luogo. E’ necessario accettarlo perché esso è ciò che alimenta la nostra esistenza. Se non lo accettiamo moriremo di fame pur vedendo i rami dell’albero della vita carichi di frutti: non avremo il coraggio di tendere la mano e di coglierli…Nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. E ci salva.”

Dietro suggerimento di una saggia signora, Pilar scriverà il racconto della sua storia d’amore sulla sponda del fiume Piedra. La leggenda narra che il fiume è talmente freddo che tutto ciò che ci cade dentro si trasforma in pietra.

Consiglio la lettura di questo libro a chi è alla ricerca del senso profondo dell’amare ma soprattutto a chi, nonostante abbia sofferto per amore, non ha mai perso la speranza che esista un amore sincero e profondo che aspetta solo un nuovo volto per essere incarnato.